Profilo di Alberto Conte
Alberto Conte, nato a Milano nel 1964, si occupa da più di 10 anni della divulgazione del viaggio lento. Fondatore nel 2000 del sito Adagio.it, ha collaborato con riviste del settore dell’outdoor, scrivendo numerosi articoli e guide.
Nel 2006 ha fondato itinerAria (www.itineraria.eu), azienda specializzata nella progettazione e nel rilievo GPS di reti di percorsi a piedi e in bicicletta, e nella consulenza nel settore della mobilità “dolce”.
Consulente tecnico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) per la valorizzazione dell’itinerario pedonale della Via Francigena, lavora per i principali Enti Pubblici attivi nella valorizzazione degli itinerari culturali da percorrere con lentezza.
Blog
Il sito di un pellegrino inglese consente di stampare gratuitamente le mappe dei principali cammini di pellegrinaggio che attraversano l’Europa […]
Una giovane giornalista inglese del Times è stata vittima di un gravissimo incidente stradale mentre viaggiava sulla sua bicicletta. Da allora è in coma, e non dà cenni di ripresa […]
Nel 2010, facendo tappa a Casale Monferrato durante il cammino-evento GeMiTo, ebbi la fortuna di intervistare Romana Blasotti Pavesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’amianto […]
Chiunque può collaborare alla crezione di mappe escursionistiche e cicloturistiche libere e gratuite, a disposizione di tutti! […]
Sfogliando l’edizione del sabato de La Repubblica, ho avuto un sussulto: “Camminare ci migliora”, recitava un titolino in prima pagina, che rimandava a un ben più corposo approfondimento nella sezione culturale […]
Dopo tre anni di attività sul web e lungo i sentieri, il Movimento Lento ha deciso di fare il grande salto, costituendosi come Associazione senza scopo di lucro.
La missione è quella di sempre: diffondere la cultura del viaggio lento come stile di vita, […]
Passione, entusiasmo, e un pizzico di follia: questo il mix di ingredienti che stanno alla base dell'impresa di Cristina Menghini, la "pasionaria" della Via Francigena, che in tre mesi di durissimo lavoro ha segnato con vernice e adesivi bianco-rossi tutto il percorso ufficiale della Via Francigena, dal confine con la Valle d'Aosta (già segnalata) a Roma. […]
Chi viaggia a piedi di città in città, ad esempio lungo la Via Francigena e il Cammino di Santiago, si riappropria di spazi dai quali l’uomo moderno si è ritirato da alcune decine di anni. […]
Ancora una volta si parla della sicurezza dei ciclisti e degli utenti "deboli" della strada solo dopo un grave incidente stradale. Sette morti tutti insieme sono un'enormità, come lo sono stati tre anni fa i sette morti sul lavoro della Thyssen, con cui per una singolare coincidenza condividono la data della tragedia: il 5 Dicembre. […]
Oltre che un segno distintivo dello status di pellegrino, il bordone era in passato uno strumento molto utile, ed è spesso utilizzato anche al giorno d’oggi come segno distintivo, anche se i moderni pellegrini spesso preferiscono i bastoncini telescopici. Uno dei tratti distintivi dell’antico pellegrino era il bordone, un lungo bastone di legno, spesso corredato da una zucca vuota che serviva da borraccia […]
Dal 12 al 14 Marzo 2010 è tenuto a Monteriggioni un corso per “hospitaleros voluntarios”, che poi durante l’estate hanno gestito alcuni ostelli lungo il Cammino di Santiago, e che potrebbero in futuro prestare servizio lungo la Via Francigena. […]
E’ sabato, ho appena finito di tagliare l’erba, altissima dopo due mesi di assenza da Casa Francigena. […]
Il viaggio del Movimento Lento lungo il Cammino di Assisi si è concluso, ma l'incanto del percorso […]
Durante un lungo cammino i piedi sono sollecitati in modo anomalo. E’ quindi importante […]
Cosa portare nello zaino? Un problema che affrontiamo ogni volta che prepariamo […]
Un viaggio a piedi lungo la Via Francigena è ancora oggi […]
Uno dei più illustri studiosi italiani in materia di pellegrinaggio illustra dodici […]
Dopo 1000 anni l’antico percorso di Sigerico è andato in gran parte perduto, […]
L'appuntamento è per domenica 25 Aprile, presso il Porto Antico di Genova, con Riccardo Carnovalini e i […]
Complici due splendide giornate di sole dopo le sorprendenti nevicate della settimana precedente, […]
Pagine di diario
Finalmente si parte: attraversiamo una Milano deserta, particolarmente affascinante. Ci attardiamo tra uno scatto e una ripresa, e ... perdiamo il treno regionale diretto a Fornovo.
Anche se poco in sintonia con il Movimento Lento, una Freccia Bianca per parma ci salva la giornata di cammino, e ne vale la pena: la Via Francigena tra Fornovo e Collecchio è un incanto, tra crinali panoramici e ventosi, suggestivi calanchi, boschi incantati.
A Parma iniziamo a intevistare amministratori e cittadini, ciedendo loro quali innovazioni delle pubbliche amministrazioni hanno migliorato la loro vita, e a raccogliere i suggerimenti per le innovazioni del futuro.
Percorriamo la prima tappa della Via degli Dei in compagnia di due amici "hospitaleros voluntarios" del Cammino di Santiago: Barbara e Marco. Attraversiamo il centro di Bologna per arrivare a Porta Saragozza, dove imbocchiamo il più lungo portico del mondo: i 3500 m che salgono fino alla Basilica di San Luca, con 666 archi, numero infernale per un percorso che vorrebbe avvicinarci al paradiso. Da qui scendiamo in picchiata verso Casalecchio lungo il sentiero dei Bregoli, entriamo nel parco Talon e percorriamo il lungo e piacevolissimo itinerario che conduce verso Sasso Marconi, in un misto di sentieri nel bosco e stradelli di campagna. Una tappa sorprendente, per il profondo contrasto tra la bellezza e il silenzio che regna lungo il nostro itinerario, e il frastuono dell'autostrada che corre parallela a pochi chilometri.
Oggi iniziamo la lunga salita verso il valico appenninico. L'autostrada è sempre più lontana dietro di noi, continuiamo a vederla ma non la sentiamo più.
Saliamo sulla prima delle vette dal nome mitologico da cui deriva il nome della Via degli dei: Monte Adone. Un nome assolutamente appropriato per il luogo, una falesia a strapiombo sulla valle del Savena, con un pinnacolo suggestivo e un panorama da levare il fiato.
Siamo ospiti a casa di Stefano e della sua bella famiglia, cena a base di prugnoli, funghi che scopriamo essere pregiatissimi, secondi solo al tartufo.
Oggi valichiamo l'appennino, salendo per ore nella nebbia, tra scrosci di pioggia che fanno risaltare il verde brillante delle foglie delle faggete, appena sbocciate.
La Via Flaminia militare è protagonista della tappa, con i frequentissimi affioramenti di basole, e i bei tratti di selciato ancora in buone condizioni.
Chiusura malinconica al cimitero di guerra tedesco, dove sono sepolti circa 34.000 soldati caduti lungo la linea gotica.
Scendiamo verso le colline del Mugello, prima camminando faticosamente tra i solchi lasciati dai motociclisti che massacrano i sentieri, litigando con qualcuno di loro. Incontriamo altre sei persone che come noi percorono la Via degli Dei: due ragazzi di Bologna, una coppia inglese e una sudafricana.
E' la conferma che questo percorso già piace molto, ed ha un ottimo potenziale di crescita. In effetti è stupendo, pieno di cose da vedere, con un mix di natura, storia paesaggio e varia umanità.
Arrivati a San Piero, ci imbattiamo in una festa di paese durante la quale una compagnia di maggianti ci dedica una canzone. […]
Una tranquilla giornata di riposo, in cui presenziamo alla conferenza stampa presso l'Ospedale Meyer, per poi passeggiare per le vie di Firenze.
L'ultima tappa della Via degli Dei è meravigliosa. E' incredibile che a pochi passi da Firenze ci siano sentieri che sembrano usciti dall'appennino profondo. Per una distrazione partiamo senza comprare il pranzo, ma anche oggi incontriamo il nostro angelo: Massimo ha deciso di accompagnarci, insieme a tre panini, che ci dividiamo fraternamente.
La discesa verso Fiesole e Firenze è indimenticabile, degna di un grande cammino come si è rivelata la Via degli Dei. […]
Una tranquilla tappa di trasferimento, lungo la Valle dell'Arno. Evitiamo la pioggia in mattinata, ma l'erba bagnata dell'argine del canale Usciana ci infradicia quasi subito. Non è un problema, gli abiti vengono asciugati da un bel sole caldo prima dell'arrivo al bel centro storico di Buti.
Oggi camminiamo insieme a Marco Parlanti e Gianfranco Bracci lungo la Via Etrusca del Ferro, il percorso da loro ideato che congiunge il Tirreno con l'Adriatico, attraverso itinerari utilizzati anticamente dagli Etruschi.
Il cammino sale da Buti verso il Monte Pisano, prima nel bosco e poi lungo uno straordinario sentiero-balcone che ci offre una vista spettacolare a 180° su tutta la Valle dell'Arno, dall'appennino al mare. Pisa e Livorno sono di fronte a noi, vediamo chiaramente il cupolone del Duomo e la Torre pendente.
Scesi a Caprona, imbocchiamo l'argine dell'Arno, un lunghissimo e piacevole sentiero che ci porta in sicurezza fino al centro di Pisa, dove ci attende Flavia Marzano, ideatrice del progetto PA in cammino, insieme al Sindaco.
Un giorno perfetto: sole pieno, ma mai troppo caldo, una piacevole brezza dal mare, una bellissima luce, aria tersa che ti sembra di toccare l'Elba.
Camminiamo per ore in riva al mare, la sabbia prima compatta diventa sempre più polverosa, rendendo difficile la nostra marcia. Alterniamo tratti sul bagnasciuga con altri in pineta, lungo il suggestivo sentiero dei cavalleggeri.
Risaliamo il promontorio che ci porta al golfo di Baratti, una delle perle della costa italiana, antico porto naturale di Populonia, la città etrusca che non possiamo fare a meno di visitare.
Indugiamo tra le rovine, il cui fascino è esaltato dal paesaggio circostante, e per questo siamo costretti ad un a marcia forzata verso Piombino per arrivare prima del buio.
L'ultima giornata di cammino inizia disordinatamente: abbiamo deciso di arrivare in treno a Follonica e da qui camminare fino a Punta Ala per poi riprendere un autobus che ci riporti alla stazione in tempo per riprendere il treno per Roma.
Casualmente ci rendiamo conto che la domenica l'autobus per punta Ala non fa servizio, e prendiamo rocambolescamente un treno per Orbetello che ci consente di attuare il "piano B": camminiamo lungo la meravigliosa pineta del Tombolo della Feniglia, verso Ansedonia e Capalbio.
Percorriamo gli ultimi chilometri in silenzio, pensierosi. Il nostro cammino finisce qui, da domani torniamo alla "normalità".
Il viaggio è finito, Alberto e Giovanni raggiungono la Fiera di Roma, dove assistono al convegno finale dell'evento. […]
Tutto secondo le previsioni: ci svegliamo in una valle immersa nella nebbia, e poco dopo la colazione cadono le prime gocce di pioggia.
Affrontare l'ultima tappa, con i 3000 m del col de l'Entrelor, in queste condizioni non sarebbe certo uno sforzo gratificante, e se la pioggerella fine si trasformasse in temporale potrebbe diventare pericoloso.
Non siamo qui per fare gli eroi, e comunque le alternative non mancano: decidiamo quindi di spostarci in Val di Rhemes con il TrekBus, e di dedicare la nostra giornata agli approfondimenti culturali.
Ci dirigiamo verso Introd, dove visitiamo Maison Bruil, uno dei maggiori esempi di architettura rurale dell'area del Gran Paradiso, ora sede di un'esposizione permanente sulle tecniche di conservazione del cibo utilizzate dai contadini.
Ci spostiamo quindi verso il vicino Castello Sarriod, rimaneggiamento moderno di un antico castello del XII secolo.
Arrivati a Rhemes Notre Dame, la voglia di camminare e l'appetito prevalgono sul maltempo, e saliamo fino all'alpeggio sperimentale Entrelor, dove le mucche vengono lasciate costantemente all'aperto e munte con uno speciale macchinario montato su ruote.
L'accoglienza è calorosa e autentica, assaggiamo pane fatto con antichi cereali recentemente recuperati, sanguinaccio e fontina dal sapore indescrivibile.
Così come è indescrivibile la nostra emozione quando arriviamo all'incontro pubblico che conclude il viaggio, in cui tentiamo di raccontare ciò che non è possibile esprimere con le parole.
Ecco il Video-racconto dell'ultimo giorno del Viaggio-evento Giroparchi 2011:
Rieccoci a Proceno, per il quarto CamminaFrancigena: il gruppo s’incontra ad Acquapendente, e dopo l’imperdibile visita alla Cripta del Santo Sepolcro saliamo a Proceno.
Qui veniamo accolti dai proprietari del Castello, che ci fanno visitare la torre, da cui si domina la val di Paglia.
La tappa oggi è breve, camminiamo per conoscerci, portando con noi le parole di Helder Camara, regalateci da Chiara.
Eccoci di nuovo in cammino. San Gimignano ci accoglie in piazza con uno scroscio di pioggia, prima che un vento improvviso spezzi via le nubi e porti via con se l’estate.
Alessandro Pinciani, il Vice Presidente della Provincia di Siena, è una delle tante vittime del mal di Francigena. Ci dà il benvenuto in piazza del Duomo insieme a uno schieramento di autorità e a padre Brian, che benedice la nostra partenza.
La breve tappa attraversa quasi in linea retta le tre valli che separano San Gimignano da Colle Val d’Elsa, tra salite erte e guadi, resi a “piede asciutto” dagli ultimi lavori di manutenzione lungo la Via.
Arrivati a Colle, abbiamo la fortuna e l’onore di essere i primi pellegrini accolti nel nuovo ostello aperto presso il Convento di San Francesco. Una struttura di grande fascino, con un suggestivo chiostro e camere più che confortevoli.
