Alla mensa del Duca di Mantova

La tua bici scorre silenziosa sull’argine, hai lasciato il grande fiume, il Po, per un più modesto canale che, con il suo andamento sinuoso, ti sta portando verso una meritata sosta meridiana in un centro abitato. E che centro. Non è un paese qualunque, Sabbioneta, che il suo fondatore, Vespasiano Gonzaga, volle perfetta, a forma di stella, armoniosa nelle proporzioni, elegante e degna di un sovrano, per quanto piccolo fosse il regno.

Sabbioneta, patrimonio UNESCO perché perfetto esempio di città rinascimentale di fondazione, ti attende perché tu possa vivere almeno un’ora da umanista, alla corte di un principe amante delle arti e della bellezza, come erano gli uomini e le donne del Rinascimento.

Hai solo un’ora, sei in bicicletta, hai fame e sete e desiderio di ombra. Forse non ci sarà il tempo di una visita approfondita al Palazzo Ducale, o alla Galleria degli Antichi e al Teatro Olimpico. Non ti resta che cercare il Rinascimento in osteria, nella ottima cucina del territorio.

Se questo ti sembra un suggerimento un po’ sacrilego, devi sapere che i tortelli di zucca sono il piatto più tipico del territorio, e se chiedi in cucina quali sono gli ingredienti, scopri che, oltre alla zucca, il ripieno prevede amaretti, mostarda mantovana, noce moscata. Un impasto morbido, setoso, dove il sapore dolce, il salato del formaggio Parmigiano e il piccante delle spezie devono armonizzarsi senza mai prevalere uno sull’altro. Sapienza antica quella dei cuochi mantovani, che affonda le radici nella cucina del Medioevo e delle corti rinascimentali dei Gonzaga, avida di aromi orientali, di contrasti e di abbinamenti arditi.

Un velo di pasta all’uovo - di molte uova - avvolge il ripieno, mentre il burro abbondante ammorbidisce e arrotonda i sapori. Un tortello dopo l’altro si scioglie in bocca, e non hai alcun dubbio che Vespasiano Gonzaga di sicuro se ne cibava. E per un’ora sei duca e principe, padrone della splendida piazza al centro della stella che è Sabbioneta.

Camilla Torelli


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