Pellegrinaggi antichi e moderni

Lui, Fabio, le lunghe gambe di gru, avanza fiero qualche metro davanti a tutti. Lei lo raggiunge, e chiacchierando scoprono di avere più cose in comune di quanto da lontano potessero immaginare.
Staccano il resto del gruppo, arrivano al fine tappa per primi, e compagne le faggete secolari, prima, e una meritata birra, poi, parlano di come arrivare a Gerusalemme, a piedi, dopo essersi chiusi la porta di casa alle spalle.

Un progetto nato da un’intuizione, che è cresciuta ed è stata messa a punto attraverso il lavoro di una squadra in evoluzione, ma sempre ben equilibrata.

Un Grande Viaggio per pellegrini antichi e moderni: uscire di casa a Milano e iniziare a camminare. Smettendo solamente una volta raggiunta Gerusalemme.

Il progetto iniziale prevedeva di raggiungere la Terra Santa partendo da Roma, passando per Bari. Attraverso un Sud non abitato, camminando tra sentieri invisibili, dove perdersi è l’ordine del giorno. Una palestra formativa, dove si impara a convivere con l’errare. Un tratturo perso e ritrovato, che taglia la parte bassa dello Stivale, fino ad addentrarsi nelle Puglie, e condurre i pellegrini al porto di Bari.
Dove, però, il loro cammino si è dovuto momentaneamente interrompere, causa l’impossibilità di raggiungere Tel-Aviv e, quindi, intraprendere l’ultima parte del viaggio fino alla città tre volte santa.

L’estate successiva la Via Francigena ha condotto Fabio fino a Roma, in solitudine, tra nuove conoscenze frutto della Strada e il privato calpestio sul selciato per chilometri e chilometri. Rivelando la triplice e reale natura del pellegrinaggio iniziato l’anno prima: “un viaggio nato il 20 agosto 2014, ma mi ci è voluta una intera Francigena da solo per capirlo”.

L’estate scorsa, dopo un inverno trascorso a tracciare con il dito e con l’immaginazione la rotta sulle carte topografiche, la terza parte del Grande Viaggio ha visto l’arrivo a Gerusalemme del trio definitivo: Fabio, Marco e Claudio, i passi calcati dove spesso la traccia del sentiero non esisteva neppure, con la certezza ancor prima di partire di perdersi, ma anche di ritrovarsi.
Dalle scogliere della Puglia, la terra che li attende al di là dell’azzurro.
Attraverso il Peloponneso, tra binari morti e gallerie, i piedi a calpestare le traversine di legno. Le stelle come coperta di molte notti.
I monti e i deserti di Cipro, la questione turco-cipriota ancora viva con i suoi controversi confini da non superare. Persi nel caldo, in costante ricerca di cibo e acqua, tra villaggi senza vita e notti in taverne vuote.
Una terra arida, ultima compagna, seguita a vista risalendo il fiume Giordano, fino al valico tra Giordania e Palestina, unico punto in cui devono rinunciare all’uso dei piedi, adeguandosi alle regole dei dominatori.
Infine, l’arrivo a Gerusalemme salendo da Gerico, tre buoni samaritani in direzione opposta, pronti a portare le sensazioni e le emozioni vissute lungo la Strada al cospetto del Muro del Pianto.

Trentuno giorni, circa 950 chilometri. Che si inseriscono in un conto complessivo più grande: 2400 chilometri da Milano a Gerusalemme, compiuti in tre anni, tra solitudine e amici fedeli.

Viandanti moderni, con i cappelli di paglia calati in testa e lo sguardo fiero di chi ha appena realizzato un sogno, consumando le suole delle scarpe, scoprendosi persone nuove.

Puoi seguire Fabio e le sue avventure sul suo sito internet o sulla sua pagina facebook


Martina Fabbri