Una passeggiata sulle orme di un corteo nuziale del ‘600

La luce del mare e del sole hanno riempito la tua mattinata, pedalando da Alassio a Finale. Hai viaggiato nella storia, hai visto le rovine di una necropoli romana sulla via Julia Augusta. Hai anche fatto una sosta ad Albenga, per vedere il bellissimo battistero paleocristiano. Ma di storia - si sa - non si è mai sazi.

Ti ritrovi a Finale, e pedalare fino a Finalborgo è uno scherzo. Il paese è un gioiello medievale, piccola reggia e capitale del marchesato di Finale, retto dalla nobile e antica famiglia dei Del Carretto, in epoca altomedievale signori di Savona, delle Langhe e di un vastissimo territorio a cavallo tra Piemonte e Liguria, la Marca Aleramica. Ti aggiri tra le vie, ammiri i palazzi con le facciate dipinte, la chiesa con il suo campanile tardo gotico, le botteghe artigiane.

Noi ti suggeriamo una passeggiata, anche per sgranchire le gambe, per fare qualche movimento diverso da quelli della pedalata rotonda che segna ogni tua giornata in bici lungo la Via della Costa. Sali, dunque, nella parte alta del paese e imbocca la via selciata che aggira il castello di San Giovanni, costruito dagli spagnoli, che acquistarono il marchesato dai Carretteschi nel 1598. La via sale con vista sui tetti del borgo e sul mare, tra la macchia mediterranea. È una vera e propria strada, comoda e larga. Quelle pietre che stai calcando furono posate nel 1666, in occasione del passaggio da Finale della principessa e infanta di Spagna, Margherita Teresa, figlia di Filippo IV, che andava in sposa all’imperatore d’Austria Leopoldo I d’Asburgo. L’ingegnere militare che la progettò era Gaspare Beretta e sappiamo anche che al marchesato di Finale costò circa 3600 giornate di lavoro, e che per la manutenzione fu stanziata una cifra annua di 150 scudi.

La via ti porterà in meno di mezz’ora alla suggestiva frazione di Perti, dove potrai riposarti tra gli ulivi e goderti un piacevole tramonto. A monte della frazione, avvolti dalla vegetazione mediterranea, stanno i ruderi del castel Gavone, antica residenza medievale dei Del Carretto. Poco più avanti, sulla strada, la curiosa chiesa “dei cinque campanili”, Nostra Signora di Loreto. Lo stile è caratteristico del rinascimento lombardo e milanese: i rapporti tra il ducato di Milano e i Del Carretto (e in seguito gli spagnoli) erano infatti molto stretti.

La tua passeggiata finisce a Perti, ma la strada Beretta (dal nome del progettista) o della Regina (in onore della sovrana che per prima la percorse) continua: raggiunge le alture di Calice Ligure, valica l’Appennino al passo del Giovo, scende in val Bormida di paese in paese, fino ad Acqui Terme e da Alessandria arriva a Milano.

Fu utilizzata per secoli come via commerciale tra Finale e la Pianura Padana, fonte di infinite controversie con Genova, che mal digeriva quei traffici su cui non riusciva a riscuotere dazi.

A guardare gli ambienti selvaggi, le pareti calcaree lungo la valle Aquila, dove l’antica strada prosegue, viene voglia - ammettilo - di andare alla scoperta di questa strada, della sua storia, di quanto rimane di quelle 3600 giornate di lavoro.

Camilla Torelli



Questa e altre storie racconta il viaggio in bici lungo la Via della Costa, sempre in vista del mare e nella perenne primavera ligure.
Vai alla nostra proposta di viaggio in bicicletta lungo la Via della Costa: www.sloways.eu