E se piove?

Il terrore più grande di chi cammina è quella nuvola nera che incombe e si allarga, proprio mentre sei lontanissimo da un riparo. Alla mercè delle intemperie, acqua dal cielo e fango per terra, un rivolo freddo che si insinua nella schiena, la nebbia che toglie visibilità, il paesaggio annullato nel grigiore.
Prima o poi capita a tutti una giornata di questo tipo, ma fai un po’ di conti: quante volte, nella tua lunga carriera di camminatore, ti è capitata una giornata di pioggia battente e continua? Quante volte sei arrivato a meta bagnato fino alle mutande, e con i piedi che sguazzano negli scarponi? Sicuramente sono poche le giornate così nere, tanto poche da riuscire a contarle sulle dita di una mano. E le ricordi per raccontarle, nella top list dei tuoi momenti epici. Un vero viaggiatore custodisce con intimo piacere la memoria dei giorni di tregenda, di quando si è perso nella nebbia, dell’arrivo al rifugio come essere spettrale, che sbuca dalla nebbia, una maschera di fango.

Solo chi non ha molta esperienza di cammino se ne esce con aria corrucciata con questa triste espressione: “E se piove?

Ebbene, e se piove, chissenefrega, tanto, dopo tutto, è solo acqua, mica altro. Salvo casi estremi di tornadi, alluvioni e altre catastrofi naturali, la pioggia è un evento naturale benefico e che ha anche una sua speciale bellezza. Il nostro rapporto con la Natura implica l’accettazione a braccia aperte dell’acqua che viene dal cielo, e la contemplazione del sublime che si manifesta nel fenomeno atmosferico. E poi, bagnati come pulcini, si può anche ringraziare per una tale benedizione sulla terra sempre più assetata.

In ogni caso, anche se non ti ho convinto del tutto, ecco sette consigli utili per sfidare Giove Pluvio, e uscire temprati dalle intemperie.

1. Proteggi il contenuto dello zaino in modo adeguato. Puoi utilizzare un unico sacco della spazzatura in cui mettere tutto – ma proprio tutto, inclusi strumenti elettronici, occhiali da sole, carte topografiche. Oppure puoi riporre le cose in sacchetti singoli, ma il risultato è lo stesso: all’arrivo, per quanto bagnato, avrai un ricambio asciutto.

2. Il tuo zaino ha sicuramente un coprizaino in dotazione, in una delle tasche. Usalo! Anche se hai già messo tutto nei sacchetti. Non è impermeabile, ma offre comunque una buona protezione. Ricordati che uno zaino bagnato pesa molto di più di uno zaino asciutto.

3. Ombrello o mantella, eterno dilemma! Anche in questo caso, va a gusti, ma tieni presente che: una buona mantella ha un certo peso e di norma fa sudare. Se non ti bagni per la pioggia, arrivi comunque zuppo del tuo stesso sudore. L’ombrello offre il vantaggio che ripara testa e zaino, senza il disagio del cappuccio, e non fa sudare. Per contro, in caso di vento offre scarsa protezione e in genere si distrugge in poco tempo. Se il vento è forte, anche la mantella va evitata: il rischio è l’effetto vela.

4. Adotta una buona giacca (o guscio) con fodera in goretex, ma tieni presente che nessuna giacca – tranne le pesantissime cerate da vela – sono impermeabili. Prima o poi, soprattutto dopo qualche anno di uso e lavaggi, anche la migliore giacca si bagna, e tu con lei.

5.Per tenere i piedi asciutti il più a lungo possibile, tratta gli scarponi con il prodotto impermeabilizzante suggerito dalla casa produttrice. E cammina con pantaloni lunghi, possibilmente leggeri ma tecnici, che coprano adeguatamente la tomaia. I piedi si bagnano più spesso perché entra acqua da sopra.

6. Se trovi un riparo, fermati e aspetta. La pioggia non è mai continua: riparti alla prima pausa asciutta. Il segreto per non bagnarsi o bagnarsi poco, è essere così scaltri da passare tra una goccia e l’altra (o almeno tra uno scroscio e l’altro).

7. Valuta comunque sempre, consultando le previsioni del tempo, se il gioco vale la candela. A volte l’acqua non si riesce a evitare, ma se le previsioni sono davvero pessime, non fare l’eroe e studia un piano B, che può essere un giorno di riposo o un itinerario più breve e facile, a bassa quota.

Camilla Torelli


Noi di SloWays non possiamo certo assicurarti che il tempo sarà bello, ma ti suggeriamo di scegliere il tuo viaggio nei luoghi dove, in ogni stagione, l’evento atmosferico serio è più raro. Che ne dici di un cammino a fine estate o inizio autunno (stagione di norma con maggiore stabilità climatica) in Sardegna, nel magico Supramonte? Bianchi calcari, cieli azzurri, profumo di macchia mediterranea, per prolungare la tua estate, in libertà.

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