Elia, l’instancabile

Elia Tazzari, classe 1990, ravennate, da sei anni esplora il mondo a piedi.

Nel 2011 ha creato il “Sentiero degli Dei”, un progetto escursionistico che trova nel cammino l’estetismo utile alla narrazione, ed il 26 aprile scorso è partito da Londra verso Gerusalemme, nella quale giungerà a fine estate.

Un totale di 3000 chilometri di strada e 120 tappe, attraverso la Francia e l’Italia, ricalcando i passi dei pellegrini antichi sulla Via Francigena e la via Appia Antica. Giunto a Brindisi un aereo lo porterà a Tel Aviv, da cui sfiorando Acri, Nazareth e il Monte Tabor, giungerà a Gerusalemme salendo da Gerico

Sei anni di sentieri alle spalle: dalla Via degli Dei ad un coast to coast tutto italiano, al vagabondaggio in Romagna.

Dopo la lettura de “Il Sentiero degli Dei” di Wu Ming 2 Elia è partito assieme ad alcuni amici, in cerca della selvatichezza e dell’occulto che solo l’esplorazione a piedi permette di scovare appena oltre l’urbano.
Ha così scoperto nel cammino una dimensione estetica: questo progetto è la sua “più importante e ambiziosa opera artistica”, in cui l’attività fisica risulta essere il tramite per la creazione di un senso di suggestione e di stimolazione dell’immaginario.

Questo viaggio di quattro mesi rappresenta quindi la summa degli anni precedenti e una sorta di ripartenza, che vedrà la nascita di un’associazione culturale vera e propria, e un libro sul viaggio. “Io stesso non so che piega prenderà, mi sento affascinato e frastornato dalla portata di questa idea, ancora piuttosto embrionale”. 

Una partenza solitaria, in compagnia dello zaino e della telecamera, ma lungo il cammino si sono aggiunti diversi compagni di viaggio.

Tra camminare da soli o farlo in compagnia si può osservare un ribaltamento della prospettiva e dell’approccio. Un viaggiatore solitario ascolta solo le proprie esigenze, scandisce il proprio ritmo e si calibra sulla propria fatica. “Un gruppo è un corpo unico, suscettibile delle forze e debolezze di chi lo compone. Si riscopre una dimensione dell’amicizia e dell’avventura che si riconnette alle fantasie dell’infanzia, al senso di unione e alla forza dell’impresa data dagli amici. Una sorta di romanzo in carne ed ossa”. 

E poi è arrivata Rebecca…

Camminatrice tenace e straordinaria, ha camminato con Elia per due frazioni del percorso. Si sono conosciuti un anno fa, ma hanno condiviso la strada per la prima volta a Losanna, ed un passo dopo l’altro si sono innamorati. “Abbiamo enormi affinità, camminare assieme è stato semplice, naturale e di una spontaneità straniante. Il nostro rapporto è nato e si è sviluppato camminando”. 

Un’altra grande passione è la scrittura. E come ogni scrittore-camminatore queste due attività non esisterebbero se non ci fosse l’altra.

Sulla strada Elia cerca le storie degli altri. Gli unici appunti che si concede sono le fotografie e ciò che condivide sul web. Una volta a casa verranno poi rielaborati, in una maniera che nemmeno lui ancora immagina: “l’andare a piedi è talmente cangiante che sarebbe un torto cristallizzarlo in una forma prestabilta. Vorrei qualcosa di colorato e vario, con una tonalità fortemente lirica, perché dai miei passi possano uscire i racconti della strada”. 

Al ritorno da Gerusalemme Elia non ha nessuna intenzione di fermarsi: sono già in programma incontri patrocinati da Romagna Trail nella sua regione, un’escursione sui Monti Sibillini, e un libro da scrivere.

Potete seguire i passi che Elia ancora deve compiere qui