Tappa 01 - Da Roma a Isola Farnese

Notte insonne, come sempre prima delle grandi partenze, e zanzare, caldo e rumori. Finalmente giunge l'alba, si forma il gruppo, alla fontana di Porta Angelica, dietro al colonnato di Piazza San Pietro: Alfiero, che ieri in Metropolitana gli hanno rubato tutto, documenti e soldi; Michele e Federico, più volte sul Cammino di Santiago; Lucia, alla prima esperienza, che ha paura di non farcela; Peppino, che conosco fin da ragazzo, la prima volta su un Cammino, coi sandali e un piede da operare.

La Roma stravolta dalla "vita” notturna si saluta barcollando tra immondizia e bottiglie vuote. Noi riempiamo le borracce e ci incamminiamo verso Nord. Sfilano grandi viali deserti alla luce cilestrina dell'alba. Poi è la volta del Tevere, biondo davvero, stamane almeno, nella gloria silenziosa del primo mattino.

E nell'aria strida di gabbiani. Mi sovviene il Galles, un istante appena, dove ero una settimana fa. I gabbiani che mi svegliavano al mattino. Ponte Milvio, dalle insegne di Costantino ai lucchettti degli innamorati. Di che?

E poi la vecchia Cassia, la tomba di Nerone, le luci d'oro sui viali di pino, su, su ancora un poco, sino alle braccia accoglienti dell'ostellino delle Suore delle Poverelle, a un passo da Isola Farnese, e di questa delicata natività moderna, di cui non so nulla, se non che Maria pare anch'essa una bambina.