Tappa 05 - Da Castel Sant'Elia a Vasanello

Prima tappa veramente dura, si esce con la pila accesa. E' notte fonda sul lungo viale alberato dei Micaeliti polacchi che ci hanno ospitato.

Dopo si e no un'ora, il primo guado, forse il più difficile, da quando è andato distrutto il ponticello. Scendiamo la ripa quasi verticale con una liana, nel bosco è ancora scurissimo, poi siamo subito presi dallo straordinario spettacolo delle necropoli falisco-romane, dove, anche questa volta, siamo gli unici visitatori.

Emozione di calcare le pietre della Via Amerina, perfettamente conservate. E poco dopo, le poderose mura di Falerii Novi, dove i Romani deportarono, dopo l'ultima insurrezione, i Falisci, alleati degli Etruschi, non prima di averne passati per le armi migliaia. Qualcuno alla fine della guerra fredda ipotizzò la fine della Storia. L'avranno pensato anche i fautori della Pax Romana?.

Oggi tra queste mura pascolano le pecore. Santa Maria in Falleri, un pezzo di architettura cistercense perso nella campagna laziale, è ovviamente chiusa, apre alcune ore alla settimana. L'abbazia, oggi casale, in vendita.

Torniamo in strada, avanti verso nord, giù per la Via Cava di Corchiano. Il solito pugno nello stomaco dell'immondizia, a ogni passo i segni di una lunga sconfitta, cominciata con la distruzione di Veio, che dura ancora. Sul palazzo del Comune uno stendardo del progetto "una città più pulita". Sopra ci hanno attaccato il tendone del cinema all'aperto.

Il nostro forno preferito, pizza bianca ripiena di mortadella, birra Peroni, biscottini al burro.

Via di nuovo per l'Amerina, chilometri e chilometri di noccioleti. Sole a picco, il gocciolio dell'irrigazione, altre forre, noccioleti, cani, i primi olivi, fino a Vasanello, dove l'attivissimo Don Enzo ci accoglie nei locali della Scuola Materna e in un istante mi presenta anche una nuova associazione.

Qualcosa si muove? Uscirà questa terra dalla lunga sconfitta?