Tappa 06 - Da Vasanello ad Amelia

Stanotte ha piovuto, cerco di decifrare il cielo che non promette nulla di buono. Panni stesi che non si sono mai asciugati, ora appesi agli zaini con mollette o spille da balia, ad attendere un'improbabile vento asciutto o un più improbabile sole.

Raggiungiamo la SS. Trinità di Orte, la città che vediamo sempre dall'autostrada o dal treno, dal basso. Nell'aria tersa del primo mattino sembra un giocattolo. Sopra, le nuvole si addensano. Non sarà una buona giornata.

L'aria trema ormai del rombo dell'autostrada del Sole, eppure il frastuono non sembra toccare la facciata tinteggiata a calce della grotta, alta sulla Val Tiberina. Scendiamo in fretta dal piazzale del santuario, verso il delirio di mezzi meccanici che ci aspetta in basso.

Il Tevere, appena iniziamo a costeggiarlo, riesce ancora a donare qualche attimo di magia, nonostante tutto.

Il buon giorno si vede dal mattino, un camioncino per la pulizia delle strade non trova di meglio che rifornirsi alla Fonte dell'Acqua Acetosa, dove con molta probabilità si dissetava San Francesco.
Inizia a piovere ma non mi preoccupo. Siamo a pochi metri dagli scavi del porto romano di Seripola. Aspetteremo che passi tra mosaici, resti di terme e botteghe. Poco male se, come ogni anno, dovremo farci strada a forza tra le ortiche. Ma l'entusiasmo è di breve durata... Cancello e lucchetto e nessun telefono indicato per organizzare una visita.

La pioggia ci lascia un po'  di tregua, giusto il tempo di visitare la solfarola di Pian delle Streghe, poi si scatena. Ore di salita sotto una doccia incessante. Giornata da dimenticare, giornata da ricordare. La ragazza della reception della Tenuta Pizzogallo ci offre un passaggio che rifiutiamo cortesemente, allora ci fa entrare e ci offre riparo e acqua per le borracce.

Un'ora dopo esserci lasciati con un sorriso scopro che la mia borraccia è finita chissà dove, un caro ricordo, al di là della sete. La ritroverò all'ostello, chiacchierando avevamo detto che dormivamo lì. Cancelli chiusi, acqua a catinelle e la forza di un sorriso.