Tappa 12 - Da Cannara ad Assisi

In due ore maciniamo i 9 chilometri che ci separano dalla cupola di Santa Maria degli Angeli, che appare e scompare tra olivi, campi, case coloniche e vigneti. Una teca cinquecentesca  a racchiudere la poesia tanto più dolce e preziosa della Porziuncola, la chiesa più amata da Francesco, che la riparò con le sue mani, la chiesa dove ordinò Chiara, dove convocò il primo Capitolo, dove chiese di essere trasportato in punto di morte. All'interno è vietato scattare foto, poco male. Mi incolonno con il fiume umano che tenta la visita.
 
La costola incrinata da una caduta nei primi giorni quasi non duole più, i piedi stanno sempre splendidamente, potrei continuare ora, se non fossi giunto alla meta. Per me che vivo nelle campagne di Assisi, questo pellegrinaggio ha anche il sapore inusuale del ritorno a casa. Tanta strada, per tornare dov'ero, che beffa! E questo però è anche il vero segreto di ogni Cammino. Perdersi per ritrovarsi. Per questo, quando e se sarà finito, il Cammino degli Angeli andrà da Roma a Roma, perché tutti sentano che il senso di questo viaggiare è tornare trasformati alla nostra solita trincea.

Abbraccio le persone care, avvio la lavatrice, ma mio corpo ancora non capisce di essere arrivato a casa.

Sono le nove di sera, mentre scrivo, odore di bucato, lo zaino a posto, centinaia di mail non lette - appena una scorsa - il ricordo di un caro collega morto mentre ero in viaggio. Il mio corpo pensa che andrò a letto, e che tra le 4 e le 5 suonerà una sveglia, e rifarò il sacco e lo zaino.

Gli occhi si chiudono, ora, lascerò che il mio corpo mi inganni, e che domattina, al risveglio, i miei piedi trovino i miei sandali ai piedi del letto, e mi portino in cucina, per la colazione, di cui mi pare di aver dimenticato il sapore.