CA10 - Tappa 04- Da Corniolo a Camaldoli

La giornata piu' impegnativa e piu' bella inizia come di consueto con un concerto di suonerie, come se ognuno di noi avesse a disposizione una matrimoniale ad uso singolo anziche' un camerone da 8 posti in letti a castello.

Oggi dividiamo i generi: maschi in cammino da Corniolo, femmine in autobus fino a Campigna. Cosi' si risparmieranno i primi 10 km di percorso, per affrontare serenamente il tratto finale.

Il cielo ci regala un'altra giornata di sole e una luce perfetta per le fotografie, e i soggetti non mancano. Mentre riprendo alcuni scorci della foresta di Campigna incontro due signori a passeggio, che mi chiedono se ho visto altre foreste cosi' belle. Mi salutano dicendo 'vale piu' un giorno qui che una vita laggiu' , riferendosi alla loro quotidianita' bassopadana.

Ci ricongiungiamo con le ragazze per affrontare insieme quello che probabilmente sara' il tratto piu' bello dell'intero viaggio: il sentiero della Foresta Sacra, un percorso di crinale che unisce il Passo della Calla all'Eremo di Camaldoli.

Camminiamo per ore con un piede in Romagna e uno in Toscana, in uno scenario indescrivibile a parole. La maestosita' degli alberi, simili a colonne, e la semioscurita' data dal fogliame, creano un'atmosfera solenne che ricorda una grande cattedrale gotica.

La bellezza della natura a volte e' talmente potente da schiacciare le piu' belle creazioni dell'uomo. Infatti l'impatto con l'Eremo di Camaldoli, con il suo corollario di turisti motorizzati e chiassosi, e' deludente.

Da giorni non siamo abituati alla confusione della 'civilta', e preferiamo rientrare nella foresta e incamminarci rapidamente alla volta dell'ostello, che si trova a un'ora di cammino.

Ci aspettano Monica, ospitalera bergamasca che ha trascorso il suo mese di vacanza lavorando per il  Cammino di Assisi, e Giordano, l'ideatore dell'itinerario.

L'accoglienza e' calorosa e in perfetto stile jacobeo, ci sentiamo a casa, e ceniamo tutti insieme facendo grandi progetti per il futuro dei Cammini.

Un futuro che non potra' essere altro che positivo, grazie a persone come loro, disposte a dedicare la vita a un progetto folle e meraviglioso.

Camaldoli, 25 Agosto 2010