CA10 - Tappa 02 - Da San Valentino a Premilcuore

I toponimi di partenza e arrivo promettono una tappa densa di dolci emozioni, e il risveglio e' all'altezza delle aspettative: dalla finestra della nostra stanza, aperta su un panorama di colline che lasciano intuire il mare lontano, ammiro il rosso del sole che sorge, piu' lento del nostro cammino.

Un piacere raro, quello dell'alba, vissuto sempre nei luoghi e nei tempi sbagliati: il Frecciarossa delle sei e trenta, dove mi siedo sempre a destra quando l'alba e' a sinistra, perche il sole non batta sullo schermo del notebook; o in auto sulla Milano-Venezia, quando sono costretto ad abbassare il parasole e a pulire il vetro per vedere la strada. Albe subite, non godute come questa.

Vorrei avvisare gli altri di non perdere questo incanto, ma non riesco a staccare gli occhi dall'arco di cerchio che s'ingrandisce all'orizzonte. Tutto tace, chissa' dove sono, penso, per poi scoprire che i miei compagni di cammino hanno ammirato il mio stesso spettacolo, in punti diversi della casa.

San Valentino e' un rifugio delizioso, gli ospitalieri gentili ci abbracciano alla partenza. La luce e' magica, io e Carla fotografiamo a raffica i nostri pazienti compagni di viaggio, formiche in cammino tra il verde dell'erba e l'azzurro intenso del cielo mattutino.

Sostiamo per un caffe' di fronte alla 'Bruschetteria Disco Dance anni 70'. Sull'insegna c'e' un John Travolta che balla sollevando due vassoi di pizza.

Scendiamo tra le chiacchere verso Portico di Romagna, dove ciondoliamo tra il ristorante e il bar prima di accasciarci in riva al torrente, sotto il magico Ponte della Maesta', antico quanto il nostro cammino.
Galeotta sara' la lunga sosta: la pagheremo cara nell'ultima salita, un calvario per Carla, che ha un piede dolorante.

Arriviamo a Premilcuore tardissimo, tanto che il proprietario dell'agriturismo che ci ospita e' costretto a venirci incontro in auto per farci arrivare puntuali a cena, pena il digiuno. Carica cinque di noi nel cassone di un pickup per trasportarci di peso a destinazione.

Saliti a bordo, gli spieghiamo timidamente che il nostro amico Alfredo, che deve unirsi oggi al gruppo, e' ancora lontano dal paese, perso tra le montagne per ragioni che sarebbe troppo complicato e lungo raccontare in queste pagine.

Il nostro autista non la prende molto bene, e si arrampica lungo i tornanti di una stradina di montagna con cinque malcapitati nel cassone, infreddoliti ma molto divertiti dal giro fuori programma.

Recuperato Alfredo, planiamo di nuovo verso Premilcuore, passandoci una bottiglietta di Rum che spunta a sorpresa dallo zaino di Giovanni.

Dal cassone del pickup ammiriamo il tramonto, bello quasi quanto l'alba di questa strana, bella giornata.