CA10 - Tappa 03 - Da Premilcuore a Corniolo

Dopo l'arrivo 'in notturna' di ieri, ho chiesto ai miei compagni di viaggio di anticipare sveglia (alle sei) e partenza (alle sette).

Carla pero' mi prende troppo sul serio, e alle cinque e mezza il suo telefono intona l'Aria sulla quarta corda, di Bach, tra il comprensibile entusiasmo generale.

Lo scirocco che soffia incessante da ieri ha asciugato la biancheria e spazzato via le poche nubi, per cui ci aspetta un'ottima giornata.

Cosi e' infatti, in tutti i sensi. La temuta salita verso il Monte Fratta, che da giorni ci viene descritta con aggettivi inquietanti, si rivela un percorso fiabesco in una foresta di abeti e faggi, tanto fitta da creare una suggestiva semioscurita'.

Arrivati in cima, felici per la conquista della 'vetta', ci incamminiamo per i crinali, su una comoda strada che si presta alle chiacchere.

Durante una sosta Giovanni estrae dallo zaino un bottiglione di Sangiovese e uno stendardo (!) di Santa Bona, la donna pisana che nel medio evo accompagno' centinaia di pellegrini verso Santiago. Lo ha portato con se per apporre sul retro i timbri del Cammino di Assisi, dopo averlo gia' fatto sul Cammino di Santiago.

Scendiamo allegri verso Corniolo, dove scopriamo che il rifugio per i pellegrini e' un'incantevole casetta autogestita, da cui pare che debbano uscire da un momento all'altro
i sette nani.

La sorpresa finale e' Gigino, oste in Corniolo. Ha tappezzato gli ultimi chilometri del percorso di cartelli che invitano i pellegrini a mangiare da lui per 7 (sette!) euro. Troviamo il pellegrino anche sull'insegna dell'osteria e quando gli chiediamo come mai sia cosi' entusiasta del cammino lui quasi si stupisce della domanda e ci risponde: 'il mio mestiere e' stare con la gente. Sono nato e cresciuto a Corniolo, e non ho bisogno di viaggiare, io vedo il mondo stando qui, grazie a voi.'