La cronaca del corso degli Hospitaleros Voluntarios

Complici due splendide giornate di sole dopo le sorprendenti nevicate della settimana precedente,il primo “cursillo” tenuto in Italia dagli “hospitaleros voluntarios” del Cammino di Santiago è stato un successo.

7 veterani spagnoli aiutati da 5 veterani italiani hanno illustrato a 25 novizi, provenienti da tutta Italia le regole pratiche e soprattutto “filosofiche” dell’ospitalità negli ostelli del Cammino di Santiago.

Il seminario, organizzato da itinerAria, è stato ospitato dal Comune di Monteriggioni nel delizioso ostello di Casa Giubileo, immerso nel verde della foresta che sovrasta Abbadia ad Isola. La struttura, gestita dalla UISP di Siena, si è rivelata un luogo ideale per l’iniziativa, anche grazie alla qualità della cucina, non comune in questo genere di strutture.

Il sindaco Bruno Valentini ha aperto venerdì sera i lavori con un saluto ai partecipanti. La giornata di sabato è stata impostata sull’importanza della figura dell’ospitaliere, erede di una tradizione millenaria e sul significato profondo dell’accoglienza. Si è posto un particolare accento sull’importanza della spiritualità e sull’esigenza di non banalizzare il Cammino riducendolo a un trek o a una vacanza avventurosa.

Nel pomeriggio di Sabato il gruppo si è recato in visita al Castello di Monteriggioni, è stato accolto da Don Doriano, il parroco, e la giornata si è conclusa con un suggestivo “falò”.

Domenica i veterani hanno insistito sugli aspetti pratici, come salute, igiene, pulizia, prima di chiudere i lavori con un’emozionante cerimonia di “investitura” dei nuovi hospitalieri.

I novizi presteranno servizio nei prossimi mesi presso vari “albergue” del Cammino di Santiago, in turni di due settimane.

Desidero ringraziare tutti coloro che hanno collaborato al successo dell’iniziativa: il Comune di Monteriggioni, che con il suo contributo ha consentito di coprire le spese di viaggio e l’ospitalità dei veterani spagnoli; i veterani spagnoli e italiani, che hanno saputo coinvolgere ed emozionare i partecipanti, motivandoli a dedicare settimane del loro tempo libero a un’attività volontaria; i novizi, che hanno partecipato con entusiasmo a tutte le fasi del corso; Giuliano Mariotti, che ci ha dato il benvenuto con il suo abituale “savoir-faire”, e infine Don Doriano, che ha mostrato un grande affetto nei confronti dei seminaristi, e una grande apertura nei confronti di un corso che pur dichiarandosi laico ha dimostrato con i fatti una grande attenzione e rispetto nei confronti dell’aspetto religioso e spirituale del cammino.