Viaggio nello Spiti, la culla del buddismo tibetano

“Dimmi la verità Fosco, supponiamo che tu non abbia gli acciacchi dei tuoi, peraltro ben portati 87 anni e tu possa, per ipotesi, scegliere di visitare una regione tibetana che non conosci. Dove andresti?”. “Non avrei dubbi Gianfranco, vorrei tanto recarmi nella Regione dello Spiti, situata nello stato indiano dell’Himashal Pradesh. La, in quella valle che fu la culla del buddismo tibetano, dove Rinchen Zangpo, ovvero il “Grande Traduttore” visse e lavorò alacremente. Sai, ci sono dei monasteri antichissimi che conservano affreschi e sculture che risalgono addirittura all’anno mille!”

Un Maraini eccitatissimo, infatuato dal proprio sogno ad occhi aperti, disquisiva su questa “goccia di Tibet” chiamata Spiti, con una tale enfasi che per un momento anch’io, interessato ascoltatore, dimenticai di viaggiare ai 130 all’ora, di un’autostrada che scorreva dritta nell’assolata Val Padana. Il professore era preso dal raccontare ed io, che l’ascoltavo con molta attenzione, non avrei mai voluto che smettesse. Ambedue eravamo proiettati in piena Himalaya e forse fu solo il cattivo odore degli allevamenti suini, che olezza immancabilmente nella zona di Modena, a riportarci giù dal candore delle nevi fino al piatto orizzonte emiliano.

In questi momenti l’anziano orientalista sembra illuminarsi in volto e ritornare il fresco ed intraprendente giovane che si era proposto con successo al grande Professor Tucci, quale fotografo della spedizione nel libero Tibet del lontano 1937. Chi non ha visto, di noi appassionati, la celebre fotografia che lo immortala sorridente insieme ad una maschera tibetana usata per le danze del Lhamo? Ecco, Fosco durante i suoi racconti, riacquista quell’espressione carica di simpatia, curiosità e limpida intelligenza.

Ritornavamo dalla celebrazione del grande Riccardo Cassin e della sua vita dedicata all’alpinismo e Fosco era su di morale. Aveva rivisto vecchi e famosi amici nonché compagni di spedizioni varie con i quali aveva rivissuto epici momenti.

Intanto il paesaggio padano scorreva veloce, attraverso il finestrino dell’auto, e dentro di me pensavo gia di far tesoro del prezioso consiglio dell’insigne amico. Appena arrivato a casa, feci un fax agli amici Vittorio e Paolo di “Avventure nel Mondo”, organizzazione con la quale collaboro ormai da anni, allo scopo di acquisire il maggior numero d’informazioni possibile sulla valle dello Spiti e possibilmente attivarmi per organizzare un viaggio in quella regione nell’imminente mese di Agosto, una vera e propria “prima” .

 

Spiti: una valle alle “sorgenti” del buddismo tibetano (Himaschal Pradesh - India)

Dal diario di viaggio di Claudia Beccheroni

Oggi 13 Agosto nel monastero di Dhankar è stata una giornata molto interessante…
Durante la Puja delle 13.00 i piccoli monaci si sono comportati da bambini facendosi dispetti e risatine durante le preghiere. La tolleranza dei monaci adulti è veramente encomiabile. Anche a noi hanno servito del thè e burro rancido di yak, la tsampa e il dhal. Io sono la sola che ha mangiato, assieme ad un americano altissimo e biondo, seduto vicino alla porta. Io stavo seduta vicino a tre bambini sui sette anni, uno dei quali era una vera peste. Prima della Puja
Abbiamo mangiato nel cortile davanti al Gompa e i piccoli allievi lama hanno dato fondo alle nostre riserve di biscotti, succhi di frutta, formaggio e frutta fresca: Il parmigiano è stato un successo. Che gioia vedere bambini che apprezzano il cibo, ma allo stesso tempo che tristezza toccare con mano, ancora una volta la disparità della distribuzione delle ricchezze sul nostro pianeta!
https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=/it/resource/blog/GianfrancoBracci/himashal-pradesh/&src=sdkpreparse

 

 

 Movimento Lento - facebook 

 Movimento Lento - Instagram 

You tube - Movimento Lento 

 

 

Privacy Policy

© Associazione Movimento Lento
C.F. 97601240159
Powered by itinerAria