Inverno nel mondo delle capanne celtiche (2)

Un'alba inusuale - Incuriosito mi alzo in piedi. Uno sbadiglio, una stiratina e mentre mi preparo un po’ di thè caldo con l’aiuto di un fornellino a gas, assisto ad uno spettacolo eccezionale quanto ricorrente: il sorgere del sole.
La”palla rossa” viene su oltre il crinale, dietro l'imponente mole piramidale del Monte Cimone che, con i suoi 2165 metri di altezza è il rilievo più importante dell'Appennino centrale. Anche se solo per pochi minuti, la sagoma del monte crea una lunghissima ombra triangolare che, dal lato opposto, arriva fino a stamparsi sulle montagne del Monte Giovo e Rondinaio che le sono dirimpetto. Preso dall’emozionante momento scatto alcune fotografie con il cavalletto che mi permette tempi d’esposizione lunghi. Il paesaggio è veramente irreale e la magia del momento mi coinvolge completamente. Non capisco bene se sto sognando oppure, come credo, vivendo un momento irripetibile. Un istante di comunione completa con la natura e le sue più antiche manifestazioni.
Col calore dei raggi solari che ormai mi illuminano con forza, questa magia sembra svanire, in punta di piedi, come  del resto se n’era arrivata. La luce da radente diventa diffusa ed il paesaggio, sebbene illuminato meglio, perde d’incisività, appare privo di quel fascino primigenio. Anche l’astro solare, prima rosso vivo, adesso è d’un bianco accecante…inguardabile! Mangio un po’ di biscotti e rifletto sull’esistenza ed i suoi misteri. Sento d’aver fatto il pieno di sane emozioni e, scendendo canto come un miracolato. Uno scalpiccio nella neve m’induce a girarmi indietro. Curiosi quanto me, due caprioli si fermano a guardarmi ed a studiare le mie mosse. Appena prendo la macchina fotografica, i due ungulati imboccano velocemente la via del pendio. Un istante ed i loro culetti bianchi scompaiono nell’ombrosità della foresta.
Felice di aver incontrato queste due creature del bosco esclamo: “buongiorno amici!” e riprendo la discesa.
Stavolta taglio ogni tornante del sentiero saltando giù per la massima inclinazione. Forse voglio imitare i due animali selvatici e comunque, in questo gioco infantile, mi diverto tantissimo. Salto dopo salto “atterro” vicino alla strada forestale ricoperta di neve e ghiaccio che in breve conduce al piazzale del Rifugio dal quale ero partito.
Nel rientrare nel caldo del Rifugio penso all’attrazione che questa montagna esercita su di me e su tanti altri appassionati.Vi ritorno ogni anno, più volte, in ogni stagione. Eppure non mi stanca mai; al contrario, mi appare sempre diversa…quasi avesse un “armadio” pieno d’abiti nuovi, tutti speciali…tutti diversi, e li indossasse giorno dopo giorno, per essere sempre bella ed originale.
Ci sono tante montagne sacre nel mondo come ad esempio il Kailash in Tibet, consacrata a quattro antiche religioni, oppure il Monte Sinai degli ebrei e il Mauna Kea dei polinesiani e tante atre ancora. Ebbene anche il Cimone è una di queste.
Non molti sanno che questo monte indossava fin dal lontano passato le vesti di montagna sacra per le popolazioni appenniniche degli opposti versanti, cioé gli Etruschi ed i Celti (Galli Boi). Le particolari capanne dall'architettura prettamente celtica, simili a quelle presenti tutt'oggi in Bretagna ed in Galles) che ho incontrato al mio ritorno, ne sono la testimonianza. Infatti i Celti giunsero in Italia nel IV sec. a.C., attratti dal clima mite della penisola e dal vino che gli Etruschi esportavano gia allora nei loro territori. Prima acerrimi rivali e poi alleati, Celti ed Etruschi convissero cercando disperatamente di allearsi per contrastare la romanizzazione che invece gli annientò relegandoli in alcune impervie vallate dell'Appennino Modenese. Una di queste è situata vicino al Passo dell'Abetone, sotto il Monte Cimone e li, nei dintorni della frazione di Doccia, nel Comune di Fiumalbo (Mo) ci sono ancora questi “relitti” architettonici che ci raccontano di un lontano passato.
Sono sempre aperti e sono visitabili.

Nei mesi di Gennaio e Febbraio 2011, organizzerò dei week end con le ciaspole lungo i tre itinerari segnalati (uno giallo di 45 minuti- uno verde di ore 1,30 ed uno blu di ore 3,00) con òossibili uscite notturne, per farvi provare le stesse sensazioni provate in quella bellissima serata e per parlarvi di etruschi e celti.

Scrivetemi: gbracci@hotmail.com


Rifugio: La Capanna dei Celti

www.lacapannadeicelti.com
www.highlandcattle.it

Tel. 053674444 - FAX 053674603
email: info@lacapannadeicelti.com

Via Versurone Loc. Doccia del Cimone
Fiumalbo, Italy, 41022
Telefono:
0536 74444

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