Direzioni

Se cerco tra i momenti più densamente vitali e pieni vissuti fino adesso, il mio interno mi porta immediatamente a pensare ai miei viaggi; soprattutto a quelli compiuti a piedi e in bici; in apparente Solitudine.
Per stare bene ti accorgi che basta davvero poco.
Il pretesto di una meta, i sensi ridestati alla loro vera vibrazione, l'imprevisto come corrente che annulla l'apatia.
Il bacio profondo della Natura, del cibo e dell'acqua quanto basta.
E se l'universo ti sorride, gli occhi di qualche Donna che ti riportino, insieme alla forza degli Elementi che riscopri sulla Via, alla Bellezza.
Ed ecco che lo squarcio fra il miracolo che stai vivendo e la merda di questa ennesima Apocalisse che stiamo attraversando, ti lasciano senza fiato.
Ma, ad esser sinceri, il Viaggio ti regala anche una speranza e una certezza che ti portano a sentire di far parte di un qualcosa senza tempo e senza spazio.
E pur essendo senza tempo e senza spazio, destinato ad evolversi nel rapporto fra Creazione e Creatore.
Riassapori il gusto di quel Mistero che l'uomo ha rinnegato come proprio consustanziale. Confondendolo narcisisticamente con la famosa pianta amara che possiede le foglie della paura; la superstizione.
Quante cose inutili, quante gabbie abbiamo costruito.
Partire. Verso qualsiasi direzione fisica, animica, spirituale.
Esiste forse qualcosa di più umano e profondo di questo?
Nicolò Nicolosi 

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