Abbi cura dei tuoi piedi

Come ti immagini i piedi di una donna che cammina? Che tipo di estremità si nascondono dentro scarponi alti alla caviglia e calze spesse di lanaUno si immagina caviglie grosse e polpacci robusti, a cui fanno da sostegno piedi un po’ gonfi, paonazzi, segnati dai cerotti che coprono le famigerate vesciche. Piedi impresentabili, insomma, a cui è precluso il piacere del sandalo e dell’unghia dipinta a colori sgargianti.

Niente di più lontano dalla realtà. È assolutamente possibile evitare le vesciche. Un problema, questo, che affligge le persone sedentarie che, di punto in bianco, decidono che è venuto il momento di mettersi in cammino, magari con una tappa da 25 chilometri. Il piede di una donna che cammina molto è di tutt’altra natura: pelle liscia e assoluta mancanza di calli, nessun gonfiore, soprattutto la sera. Un piedino da mostrare, insomma, e il cui unico difetto potrebbe essere l’assenza di abbronzatura. Difficile prendere sole quando, per buona parte della giornata i piedi trascorrono il loro tempo al buio.

Chi cammina deve avere la massima cura dei piedi, perché sono loro che sopportano tutto il peso del corpo e dello zaino. Sono loro la nostra interfaccia con la superficie terrestre, e sono tutt'altro che insensibili. Pur chiusi negli scarponi, avvertono ogni asperità e cambio di pendenza. Percepiscono le sottili variazioni nella natura del terreno: soffice humus, croccanti foglie secche, la pozzanghera e il fango che risucchia, l’intoppo di una radice. Riconoscono le rocce al tocco: le arenarie abrasive, i ciottoli instabili sui suoli calcarei, sentono gli angoli vivi dei graniti cristallini sulle Alpi.

Bisogna avere rispetto di queste sonde sensibili e forti allo stesso tempo, che ci mantengono ben saldi sulla superficie del pianeta, in stretto contatto con le energie telluriche, consentendoci di viaggiare alla fantastica velocità di tre chilometri l’ora al passo del cammino, ma anche a sei al passo della corsa.

Ecco, allora, qualche consiglio pratico per onorare il tanto bistrattato piede. Ognuna di noi potrà poi sviluppare i propri rituali di benessere dedicati alle estremità, e di conseguenza benefici anche per tutto quello che sta al di sopra della caviglia.

  • Previeni le vesciche, con una costante cura della pelle del piede. Concediti regolarmente il piacere di un lungo pediluvio in acqua calda, massaggia la cute con pietra pomice e spazzola accuratamente le unghie.

  • Concludi questo rito di benessere con un massaggio prolungato con una crema o un olio da massaggio specifico per i piedi. Questa operazione aiuta a mantenere ben idratata la pelle, che sarà così meno soggetta a sviluppare le fastidiose vesciche. Una pulizia accurata della cute e delle unghie migliora l’igiene del piede. Sfatiamo una volta per tutte la credenza che gli scarponi e i piedi di chi cammina siano fonte di fetori insopportabili!

  • Quando sei in cammino, non abbassare la guardia! Soprattutto durante i viaggi di più giorni, devi stare in ascolto e sentire quello che ti dicono i tuoi piedi. Se avverti un fastidio o un bruciore, intervieni subito, prima che si formi la vescica. Porta sempre con te garza e cerotto di tela, sono ancora i rimedi più indicati. Se fai una medicazione, toglila ogni sera, disinfetta e lascia asciugare bene il piede, stando se possibile, a piede nudo.

  • Durante la giornata di cammino, concedi ai tuoi piedi qualche mezz’ora di libertà, esponili al sole, tuffati in un torrente, cammina a piedi nudi dove sei sicura che non ci sono insidie: la sabbia di una spiaggia, erba rasata di fresco, pietre lisce scaldate dal sole.

Tieni presente che quando si cammina, ci si ritrova a mostrare i piedi al mondo molto più di quanto si fa nella vita quotidiana, tra compagni di viaggio, e negli alloggi o rifugi. Fai una attenta manicure, e se per caso ti ritrovi con un’unghia nera dopo una lunga discesa alpina, uno smalto brillante risolve il problema.

Roberta Ferraris