Da Arles a Lodeve

Ad Arles inizia il GR 653: segnavia biancorossi, conchiglie gialle, frecce su appositi supporti a indicare il Chemin d’Arles, uno dei rami per Compostela.
Scegliamo di andare a St. Gilles su una variante del 653 che corre sugli argini del Piccolo Rodano. E poi infrangiamo il divieto di passaggio sul ponte della ferrovia dismessa alle porte di St. Gilles per accorciare il cammino di qualche chilometro, come ci ha consigliato Martine, la nostra ospite di Arles che fa parte di un’associazione che accoglie i pellegrini a casa propria con calore e a basso prezzo.
Da St. Gilles arrivano anche le tabelle gialle con le indicazioni in chilometri delle località da raggiungere, ma non dureranno a lungo. In tutti i paesi ci sono luoghi d’accoglienza e d’ospitalità per i pellegrini e cominciano per noi i primi incontri sul cammino. Una coppia di anziani francesi ci segue o ci procede per qualche giorno. Appare un francese con evidente conchiglia sullo zaino ma scompare ben presto: lo ritroveremo qualche giorno dopo. Passati Montpellier e Montarnaud siamo in costante compagnia di pellegrini. Alcuni francesi e una coppia di svizzeri vanno verso St Jacques. Puente La Reina è la località che si sente più spesso tirare in ballo.
A St. Guilhem le Desert dormiamo nei dormitori dell’abbazia, a St. Jean de la Blaquière nella gite comunale. Comincia la corsa alla miglior branda: è la sfida del pellegrino contemporaneo.
Le conchiglie gialle lasciano spazio ai colpi di vernice biancorossi del GR 653, il cammino di paese in paese, di posto tappa in posto tappa.