Dal Po al Monte Bianco lungo la Dora Baltea

La partenza alla confluenza nel Po a Crescentino. Il viaggio quasi 200 chilometri fino alla sorgente glaciale ai piedi del Monte Bianco. Le soste a Villareggia, Ivrea, Donnaz, Ussel, Aosta, Morgex e l’ultima in Val Veny. Protagonista la Dora Baltea, l’unico fiume italiano dal regime nivo-glaciale.

Significa che la notevole altezza del massiccio del Bianco, e dei monti situati in testa ai suoi affluenti, consente alla Dora di mantenere una portata d’acqua molto elevata anche e soprattutto durante l’estate. 


Il nostro cammino d’agosto si svolge in “regime di morbida” del fiume, che sta a indicare un’abbondante portata d’acqua.

Acqua fredda, acqua veloce, acqua bianca di fusione dei ghiacciai. Acqua che senti forte anche nell’umida notte in tenda a due passi dal fiume.

Nel diario ingiallito dal tempo - sono passati 28 anni - leggo: “Affiora anche un po’ di solitudine e di tristezza perché l’ospitalità e l’accoglienza dei valdostani è inesistente. Camminiamo, come non mai, nell’apatia e nell’indifferenza, strappando al massimo un saluto dalle persone che incontriamo. Forse due giovani con zaino in spalla destano impressioni non proprio buone”.

Una settimana con 54 ore effettive di cammino prima dello spettacolo del Bianco. Il nostro Everest con le luci calde del tramonto e poi dell’alba rimette a posto il morale e ci riconcilia con la Vallée.

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