Il Piave a piedi

Dieci giorni di cammino, 225 chilometri interamente in territorio Veneto, dalle rive dell’Adriatico ai 2.000 metri delle pendici del Monte Peralba.  Ancora passato remoto: il 1982, l’anno che dedicai ai fiumi italiani. “Fiume Sacro alla Patria” per i combattimenti di cui fu teatro nella prima guerra mondiale ma per me soprattutto una natura da scoprire. Laddove sopravvive.

Il Piave è uno dei corsi d’acqua più artificializzati d’Italia per il forte sfruttamento idrico. La conseguenza più evidente è un deflusso ben oltre il minimo, che lo riduce in molti tratti a mediocre torrentello. Facile camminare sul greto, ma pericoloso e spesso vietato per le aperture improvvise d’acqua gestite dall’Enel che possono sommergerti in un battibaleno.

Un’oasi scoperta e che vi invito a scoprire è il Vincheto di Cellarda, zona umida di interesse internazionale nel comune di Feltre, in sponda destra Piave, in un’area anticamente occupata dal letto del fiume. E’ un raro esempio di ambiente naturale del medio corso del Piave strappato alla speculazione e inserito in tempi recenti nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. E’ un provvidenziale rifugio per una ricca avifauna acquatica e per numerose specie vegetali.
Il periodo migliore per visitarlo va da maggio a ottobre, l’ingresso è gratuito. A piedi, ovviamente.

 

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