Il Po a piedi, dal delta alle sue sorgenti (2)

Nel medio corso del Po c’è un luogo che ho conosciuto nel lontano 1982, durante la mia risalita del fiume, e che vi invito a scoprire, magari aspettando i primi giorni più freschi di settembre.

Parlo di Isola Serafini, fra Piacenza e Cremona, nel territorio di Monticelli d’Ongina. Non si tratta di una vera e propria isola, ma di un meandro alla cui base è stato tagliato, circa mezzo secolo fa, un canale navigabile.

L’isola, che è la più grande del Po, è intensamente coltivata, ma non mancano aree di interesse naturalistico: al suo apice si trova la confluenza con l’Adda, carratterizzata da grandi spiagge e da estesi boschi golenali.

Percorrendo le stradine dell’Isola Serafini ho avuto la sensazione di essere lungo un Po di altri tempi, anche se bisogna subito passare davanti all’imponente sbarramento idroelettrico e poi sopportare per un tratto il transito di camion di una cava.

Ma è il paesaggio naturale e agricolo ad avere la meglio: la campagna solitaria e ordinatamente coltivata, le grandi cascine e le spiagge dell’Oasi di Protezione faunistica di Spinadesco, popolate di uccelli acquatici.

Ho osservato l’airone, il cavaliere d’Italia, il cormorano, il fraticello e la sterna.

Alla fine dell’escursione consiglio una sosta all’antica trattoria da Cattivelli. Chiedete di Luca: saprà capire e apprezzare il cammino nell’isola e accogliervi in modo accogliente e familiare, nonostante le dimensioni importanti della trattoria. E soprattutto saprà deliziarvi con una straordinaria e raffinata cucina casalinga.

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