A piedi lungo l'Appennino, di R. Carnovalini

Quell’Appennino che guardavamo con sempre più attenzione dal Rifugio Carrara ci chiamava. La Spina dorsale d’Italia, alta e continua, soprattutto nella parte tosco-emiliana che avevamo sempre davanti a noi, era un invito a tentare la grande avventura.

Da Capo dell’Armi, sullo Stretto di Messina, partimmo il 15 giugno 1981. Al Colle di Cadibona, o Bocchetta di Altare, arrivammo il 14 ottobre. In mezzo, 2.311 km a piedi sulla dorsale dell’Appennino, con molti tratti, soprattutto nel Meridione, in autosufficienza. Una media di 15 kg sulle spalle, il passaggio dall’Irpinia terremotata, la salita alla vetta del Corno Grande sul Gran Sasso e la discesa nella grotta del Monte Cucco, ritrovare infine le montagne di casa.

Scoprire che quando si cammina per quattro mesi non ci si vorrebbe fermare più. Perché i nostri sono corpi da paesaggio.