Viaggio nella valle del biologico, di R. Carnovalini

Ho passato le estati della mia infanzia sulle rive del Vara, non distante dal luogo dove questo fiume porta il suo tributo d’acqua al fratello maggiore Magra.

Ho sognato fin da bambino di esplorarne il corso tanto da arrivare alle sorgenti. Qualche anno dopo è venuto il momento di esaudire il sogno: zaino in spalla per tre giorni, dalla confluenza Vara-Magra di Fornola alle sorgenti del Monte Zatta.

Mi riferisco a un cammino di trent’anni fa interamente nella provincia di La Spezia. Una sessantina di chilometri di percorso in tutto da vivere abbracciato al fiume più lungo della Liguria.

Certi momenti e certe luci sono ancora impressi nella memoria con nitidezza.

Le ampie e suggestive anse sopra Brugnato, l’andamento tortuoso e torrentizio del tratto appenninico sopra Varese Ligure in una meravigliosa giornata di sole.

Era avventura totale alle porte di casa. Dopo il cammino una corriera ci riportava in città senza fretta, facendoci riassaporare il percorso appena concluso.

Oggi Vara è sinonimo di valle del biologico, anche se il Vara che ho conosciuto in quegli anni era un’altra cosa.