Lui & Graziella

Questa storia ha due protagonisti: Federico Marangoni, classe 1989, di Concamarise. E Graziella, la più famosa bicicletta pieghevole, cavalcata da intere generazioni.

Lui aveva voglia di una nuova sfida, dopo il primo viaggio in bici da Verona a Berlino assieme a quattro amici, “partendo da solo per provare l’avventura, senza nessuno, senza obblighi di tempo né di percorso. Avrei voluto farlo camminando, ma sarebbe servito troppo tempo, allora ho trovato un mezzo alternativo, più veloce dei piedi e più lento di una mountain bike”. Lei, un ultimo modello in alluminio regalatogli direttamente da Bottecchia, non vedeva l’ora di sentire scorrere sotto i copertoni la strada sterrata, per lasciarsi alle spalle la nomea di bici da città.
Sono quindi partiti assieme, da Aosta alla volta di Roma, lungo il tracciato italiano della Ciclovia Francigena. Poco più di mille chilometri da coprire in sedici giorni, in un viaggio lento senza cambio sequenziale e con ruote da 20 pollici.

Un’avventura non priva di qualche imprevisto e sinistri cigolii da parte della cavalcatura. “Graziella ha portato a casa la pelle per un pelo: i primi tempi coprivamo circa ottantacinque chilometri al giorno, ridotti poi a cinquantacinque, ma ora il manubrio sembra sia sul punto di staccarsi, il mozzo è completamente fuori fase e quando pedalo fa un mezzo giro a vuoto, il cerchio posteriore lo ho dovuto sostituire dopo aver percorso quasi cinquecento chilometri con un raggio in meno”.

Ma anche un viaggio ricco di nuove amicizie, tra cui Paola “una bellissima sorpresa, incontrata in un ostello di San Quirico d’Orcia, che di prima mattina mi ha proposto di fare un pezzo assieme, e da lì siamo rimasti uniti, perdendoci e ritrovandoci più volte, perché lei in MTB andava più veloce, ma spesso mi aspettava per gli ultimi chilometri della tappa. Siamo arrivati a Roma con un’ora di ritardo l’uno dall’altra”. E dopo una fugace intervista da parte di una tv locale, hanno vestito i panni della festa e sono stati a visitare Montecitorio.

Oggi Federico è rientrato in Veneto, e fatica a passeggiare per le strade del suo piccolo paesino senza che qualcuno lo fermi per chiedergli del suo viaggio e se lungo la Francigena sia riuscito a trovare ciò che inseguiva. “Non so cosa cercassi in realtà, ma ho trovato tantissime cose, quello che mi è stato dato è molto di più di quello che mi è stato tolto. Questa esperienza è stata la più grande lezione di vita che mi sia mai stata impartita: ho imparato a conoscere me stesso, potendo contare solo sulle mie capacità nei momenti di difficoltà, ed oggi sono molto più consapevole delle mie possibilità”.

Il suo viaggio non è certo terminato a Roma: ha già in programma, probabilmente per la primavera prossima, di salire nuovamente in sella a Graziella per farsi guidare dall’Appia Antica fino a Santa Maria di Leuca, italica Finisterre, e poi, chissà, magari attraversare il mare e giungere fino a Gerusalemme.

Tutti i dettagli del viaggio di Federico qui!

Martina Fabbri