Verso l'anno del turismo lento

Il 2019 sarà l’anno del turismo lento. Lo ha deciso un paio d’anni fa l’allora ministro Franceschini, persona notoriamente appassionata di cammini e di viaggi “slow”. Ci auguriamo che l'iniziativa rappresenti un’opportunità per i media e l’opinione pubblica di riflettere su nuove forme di viaggio.

Nel 2018 si è molto parlato di “overtourism”, ovvero delle tensioni create dall’eccessivo affollamento di alcune mete turistiche, che provoca un deterioramento della qualità della vita delle comunità locali e un peggioramento dell’esperienza dei turisti. Mai come prima d’ora è stato chiaro che il turismo di massa non porta necessariamente benessere e sviluppo locale, e l’imminente arrivo in luoghi fragili come Venezia e Firenze di milioni di “nuovi turisti” cinesi e indiani che giustamente vogliono conoscere il mondo non potrà che aggravare la situazione.

Il viaggio lento è una risposta ideale all’overtourism: il turista slow privilegia l’itinerario rispetto alla meta, la campagna rispetto alla città, i luoghi meno conosciuti rispetto alle destinazioni blasonate. In particolare, chi decide di affrontare un viaggio a piedi o in bicicletta vede nella lentezza un valore aggiunto determinante per la sua esperienza, che si contrappone alla frenesia che spesso scandisce le sue giornate. Una lentezza che gli consente non solo di comprendere meglio i luoghi che attraversa, ma di relazionarsi meglio con chi li abita, con i compagni di viaggio, e con sé stesso.

Da più di 10 anni il Movimento Lento lavora nella divulgazione del viaggio lento come stile di vita. Dal nostro viaggio-evento “fondativo” lungo la Via Francigena, nel Giugno 2008, sono cambiate molte cose. Le persone che camminano con uno zaino sulle spalle da un villaggio all’altro non vengono più guardate con sospetto ma con sincera curiosità, e le comunità che vivono lungo i grandi cammini vedono nel flusso dei viandanti un’opportunità di sviluppo culturale ed economico.

Abbiamo celebrato il decennale intensificando le nostre attività culturali, in particolare presso la Scuola del Movimento Lento, dove si sono svolti 16 seminari residenziali ai quali hanno partecipato più di 200 soci. Persone che hanno trascorso un fine settimana camminando e imparando qualcosa di nuovo, ma soprattutto condividendo un pezzo di vita con altre persone con la loro stessa passione.

La nostra Casa è diventata un catalizzatore di amicizia, un contenitore di felicità, un magazzino di energia positiva, un luogo in cui abbiamo vissuto in prima persona gli effetti positivi di un’esperienza, sia pure breve, di viaggio lento.

Per questo motivo camminiamo verso il 2019 con ottimismo: sarà sicuramente un’ottima annata, per il turismo lento e per il Movimento Lento. Buona strada a tutti voi!

Alberto Conte

Leggi il programma 2019 della Scuola del Movimento Lento