Prima tappa - La marcia dei 21 cavalieri dell'afa

Prato - San Piero a Sieve - km. 25,4 - ore di cammino 5,20 - dislivello in salita m. 700.

Stamani siamo partiti alle 9 dalla Querce di Prato in 21 persone. Un gruppo omogeneo di camminatori abituati a lunghi percorsi. Siamo passati da Villa Il Pratello e dopo abbiamo preso la Barberinese fino al cancello che conduce alla bella villa rinascimentale di Collina. Il caldo, che poi si è rivelato il principale nemico di questo primo viaggio a piedi, si è subito rivelato facendoci sudare copiosamente e, una volta nel bosco, facendoci cercare le parti ombreggiate del sentiero.

Vecchi selciati, prova migliore che eravamo nella giusta direzione, ci hanno accompagnato su fino a Cupo, un laghetto dal toponimo etrusco situato appena sopra il passo delle Croci di Calenzano. Il Mugello ha fatto subito capolino ed abbiamo capito bene dove fosse la strada del giorno successivo.

Camminando lungo il crinale che ci separava dalla conca mugellana ci siamo spesso ritrovati in zone ombrose e qualche refola di vento asciugava i nostri copiosi sudori. Poi, è apparso il castello del Trebbio su cui sventolava la bandiera fiorentina a ricordo del luogo che vide nascere la potente famiglia dei Medici. Una lunga discesa su strada sterrata e poi l'ultimo ostacolo della collina sovrastante il paese ci hanno condotto fino alla prima delle nostre tappe: San Piero a Sieve, sovrastata dalla sua imponente fortezza di San Martino progettata dal Buontalenti.

Il Gps ci dice con esattezza che abbiamo percorso, sotto il sole cocente, ben 24,100 Km. Non male per il primo giorno! Domani ci attende una seconda tappa importante e lunga che ci condurrà al di la d'Appennino fino alla frazione di Traversa nel Comune di Firenzuola. Facciamoci l'in bocca al lupo... a domani... sperando invece di poterlo almeno incontrare di sfuggita, il grande predatore che è di nuovo fra noi!

di Gianfranco Bracci


Emozioni in Cammino
Se solo questi alberi potessero parlare
di Marco Parlanti

Dalle memorie dello scorso anno alle visioni di questo inizio bollente dell'estate. I fiori e gli alberi, le pietre e la magia del sentiero che ci offrono altri ricordi e piccole sorprese per qualche aspetto dimenticato.

Ci ha salutato il giallo delle ginestre una volta saliti di quota, sopra la valle di Legri. Ci hanno stimolato con il loro aroma sottile le lunghe teorie dei cipressi che hanno fatto muta compagnia ai nostri passi. Ogni volta che, camminando, sono passato accanto a questi alberi maestosi e antichi mi sono chiesto - quasi pregandoli - se potessero interrompere quel loro ostinato mustismo e narrarmi qualche storia, grande o piccola fosse. Storie di donne e di uomini, dei loro sogni e delle loro vite.

 

 

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