Ultima tappa e Lettera finale al ritorno da un viaggio nel tempo...più che nello spazio

Dal Poggiolo di Montesole al Museo di Marzabotto.
Volge al termine la straordinaria traversata dell'Appennino a piedi da Prato sulle tracce degli Etruschi

Cari Danilo e Paolo
il viaggio si è concluso ieri nel modo migliore: con il sole ed un'accoglenza fantastica da parte dei nostri confratelli etruschi di Kainua (Marzabotto)
Il buon augurio, mandatoci da un lettore del sito che si firma Alessandro Gasperini ha funzionato:

"Rasnal tezan arusan unux Kainua munisule-pi!!
(la strada etrusca vi guida verso l'area sacra di Marzabotto!)
Che bella esperienza! Grazie per aver voluto ridare vita a quell'antico sentiero. E che invidia!
Mlax Vanka thesan isveita-ri!
(Buona fortuna per l'aurora di domani!)"

Infatti ieri siamo partiti dal Poggiolo e dopo breve salita siamo scesi in grande pompa verso la città etrusca che si intravedeva in qualche "finestra" fra la vegetazione.
Calcando antichi selciati ed attraversando una sella ricavata fra il Monte Sole ed il Monte Abele (da Apelle)...quindi in perfetta linea con i nostri progenitori, ci siamo emozionati
alla vista dell'ordinata trama di edifici (di cui si vedono solo le mura di fondazione) che immaginavamo nel loro antico splendore: colorati, eleganti e imponenti.

La gita di ieri è stata breve, solo 2 ore, in quanto dovevanmo arrivare al Museo di Marzabotto che poi è ai bordi dell'antica città. Un po' di rabbia ci è salita alla testa in quanto una Nostra Gonfienti etrusca giace ancora (e chissà per quanto) sotto terra, sigillata dal fango e piena di incredibili tesori che noi - in quanto molto furbi! - non scaviamo neppure.
E' roba da matti: avere una città etrusca intatta e non andare a vedere cosa contiene! Succede solo a Prato. In qualsiasi altra parte del mondo avrebbero già convocato una conferenza stampa con la CNN ed avrebbero fatto sapere al mondo che una nuova "Troia" è stata trovata. Ma tant'è.

Al Museo ci attendono sia il Sindaco che il Vicesindaco di Marzabotto, la Dottoressa Desantis e...udite , udite, il Dottor Gambari che è il Sovrintendente dell'Emilia Romagna.
Sono molto accoglienti, carini e confidenziali. Ci fanno visitare il sito archeologico ed il museo che contiene tante belle cose prodotte dalla fantasia e dall'abilità di quella civiltà che ha gettato le basi dell'attuale nella quale viviamo.

Il Sovrintendente si sbilancia assicurando tutta la sua disponibilità per formare un team che possa dare un'impulso positivo allo studio della "Via etrusca del ferro" (e non solo) e - in diretta davanti a noi - chiama la Dottoressa Barbera...che è la Sovrintendente della Toscana e le chiede un appuntamento per me! Rimango esterefatto dalla praticità, oltre che dalla competenza di questo nuovo amico (come potevo non "innamorarmene" subito, visto il suo gesto?). Tutti restano senza fiato ma non è un sogno, si tratta di realtà.

Speriamo che questo primo e fattivo passo conduca al ritrovamento reale di questa antica strada ed al recupero della nostra "città etrusca sul Bisenzio". Almeno io me l'auguro...e son certo, l'Associazione "via etrusca del ferro", e con noi, tutti Voi: se son rose fioriranno ! Una fine migliore, in viaggio sulle tracce della strada etrusca del ferro, non poteva andare.
Ancora un ringraziamento ai mie fantastici compagni di viaggio, provenienti anche dal belgio, ed ai miei fraterni amici: Marco Parlanti e Stefano Lorenzi
Un grazie di cuore alla ditte “Universo Sport” e “Scarpa” - leader nel settore – che hanno fornito materiale e gadget tecnici ad ogni partecipante .

Che gli dei siano con Voi !

di Gianfranco Bracci


Emozioni in Cammino
Troviamo noi stessi
di Marco Parlanti

Scendendo l'antico sentiero che conduce a Kainua dalla sella del Monte Sole pensavo alle passioni del'uomo, in particolare a quelle faticose. Infatti mentre il nostro gruppo discendeva, i partecipanti alla "Corsa del Postino" salivano ansando in senso opposto e, credetemi, certi tratti del sentiero sono molto ripidi e difficili in discesa, figuriamoci farli di corsa (a anche solo al passo come molti) in salita.

Il Postino in questione era l'uomo che due volte a settimana faceva "il giro" delle consegne alle frazioni sparse attorno a Marzabotto e credetemi anche qui se vi dico che quella ventina di chilometri fra colline e monticelli non era certo una passeggiata.

Lui lo faceva per compito e noi e gli altri per il nostro svago. In questa semplice riflessione però vorrei porre l'invito a cercare quello che ci fa scoprire qualcosa attorno a noi e dentro di noi. Calcare sentieri antichi in cerca di tracce dei nostri lontani progenitori è entusiasmante ma anche ricordare con la propria fatica un uomo che abbiamo conosciuto e che faceva semplicemente il suo dovere è segno di rispetto e gratitudine.


 

 

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