Quarta tappa - Dalla via degli Dei fino a Monte Sole

Madonna dei Fornelli - Monte Sole - Km 20,8 - tempo di percorrenza: 5,40 ore - dislivello in salita: 550 m

Stamani una fresca nebbiolina mattutina ci ha accompagnato fino al Monte Galletto, sul quale svettano alcune pale eoliche che, a mo' di mostri moderni, ci indicano la strada. Sono con noi alcuni amici che si sono aggiunti per il weekend. Fra questi mi piace ricordare il Giuliano Barducci, ex assessore illuminato del Comune di Calenzano, col quale abbiamo organizzato in passato altre camminate. Il crinale della Via degli Dei si incunea verso la pianura padana e ci lascia intravedere anche l'abbazia di San Luca a Bologna.

Anche il Montovolo, con la sua caratteristica forma... così cara al popolo etrusco, sembra indicarci che siamo sulla buona strada. Una lunga discesa fra fioriture eclatanti e bellissimi scorci agresti, rovinati solamente dalla presenza del "serpentone" dell'autostrada A1, che appare a tratti anche particolarmente ripida. Una rinfrescata ad un torrentello precede di poco l'arrivo al fiume Setta che superiamo su di un ponte per poi imboccare la lunga salita verso il Poggiolo, un Ostello situato in praterie rilassanti e panoramiche.

Sergio Gardini e Marinella Frascari si prodigano a raccontarci la storia delle varie stragi di Monte Sole perpetrate dai terribili nazi-fascisti dell'epoca. uno dei partecipanti, Marco Montanari è un conduttore di Radio Wave International di Arezzo, udibile in streaming: presto parlerà di Noi.

Al cimitero di Casaglia ci emozioniamo ed allo stesso tempo ci addoloriamo per quanto successo durante l'ultima guerra. Ormai però il Poggiolo è vicino e ci arriviamo come sciatori sull'erba e sogniamo già le lasagne che ci prepareranno. Il gruppo dei pratesi è in grande forma... Evviva!

A domani, per l'ultimo giorno di trekking

di Gianfranco Bracci



Emozioni in Cammino
Croci di ferro
di Marco Parlanti

La Croce di Ferro era una decorazione molto ambita dai militari tedeschi perché era attribuita solo a militari distintisi per azioni onorevoli e consacrava il decorato come appartenente ad una sorta di antico ordine di cavalleria ormai lontana. A Casaglia però, nel piccolo cimitero ormai abbandonato, ci sono altre croci di ferro: sono quelle già presenti ai tempi dell'eccidio e recano i fori dei proiettili sparati contro persone inermi, spesso anche donne e bambini piccolissimi.

Queste croci di ferro perforate dall'odio sono l'emblema del disonore che marchiò per sempre gli autori e i mandanti di siffatta barbarie.

 

 

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