Seconda tappa: Bobbio - Bardi

Oggi la Goat è arrivata a Bardi, una tappa tranquilla con soli 500 metri di dislivello, più o meno.

Bhè.. in confronto al migliaio di ieri questi sono pochi.

Ieri dopo la partenza da Bobbio la salita è stata dura, lunga e dura, oggi si dice "single speed", una volta si diceva più semplicemente: "non ha i cambi", ma il mondo evolve e cambia il linguaggio, sta di fatto che son 42 denti davanti e 18 dietro, un buon rapporto per trainare il carrello in pianura e in leggera salita, molto leggera e poco salita.

Che fare?

Si scende e si spinge, fra ciclisti lanciati, motociclisti in "piega" e famigliole che puntano alla trattoria in cui mettere le gambe sotto il tavolo la Goat avanza. Lenta, stanca e sudata, ma inesorabilmente avanza.

Si arriva in quota: "E' questo il passo?" no... non ancora, è la dura legge della montagna, dopo un passo ce n'è sempre un altro. Vile, occulto, che non
si manifesta se non quando già credi di avercela fatta, di essere arrivato in cima, di aver fatto l'ultimo sforzo.

Poi il passo arriva, o meglio tu arrivi al passo, lui non s'è mai mosso, e davanti a te si apre una distesa fantastica, uno di quei paesaggi ti ricordano perché sei andato fin lì, perché sei andato a piedi o spingendo quattro ruote, che ti fanno dire che ne valeva la pena.

Scendi sulla destra , sulla strada sterrata, sulla strada " che si può andare" ti hanno detto, e tu ci vai.

Hai studiato tutti i freni possibili, ma qualcuno li deve pur manovrare, non è il compressore, non c'è il sistema idraulico, ci sono solo la tue falangi, le leve regolate affinché le dita tirino nel punto giusto, le leve che.. ogni leva comanda i freni di due ruote studiate a lungo e la speranza che il cavo d'acciaio tirato al limite della sua forza non si spezzi...

Piano piano vai, le dita fanno male, non puoi resistere, allora blocchi le ruote. No, è troppo ora le ruote non girano per davvero e il carrello salta,
gioca allora sui decimi di millimetro e punti anche sul contropedale.

Ecco il paese, sblocca i freni..

"Pronto è il campeggio, sto arrivano in bici sono a..."

"Ok, fra cinque minuti è arrivato..."

"Facciamo mezz'ora"

"No, in bici sono cinque minuti"

"Lei non sa che bici ho io..."

Arrivo, ecco il campeggio, è fatta... comincia a gocciolare.. Appena in tempo prima del temporale, qualcuno lassù ha aspettato che io arrivassi a
raggiungere un tetto sopra la testa.