Tappa 3: Balossa Bigli - San Zenone Po

Molto bella l’accoglienza oggi della comunità di San Zenone. Ma ancor prima delle persone abbiamo potuto assaporare il lento arrivo al paese dal Po. Immaginate un paese che si apra su di una quinta scenografica spettacolare. Davanti il Po, a sinistra la confluenza con l’Olona che sfocia a delta in questi. Inizialmente ci si perde tra i suoi tanti rivoli, poi si scopre il ramo principale e lo si risale. A destra dunque barconi, retaggi del ponte di barche del ponte che fu, adibiti a bar. Caratteristici e suggestivi come la padrona. Ci accoglie anche la Protezione Civile. Dati i trascorsi sott’acqua dell’alluvione del ’94, è qui di casa. Ci invitano, risalendo in barca l’Olona, a prendere posizione del luogo ove dormiremo, uno ‘ chalet’ realizzato su un barcone. Le sorprese, però, non finiscono qui. Ci inoltriamo nell’Olona e la magia dei riflessi delle nuvole che giocano a nascondino con il sole, ci regalano l’indicibile sensazione di navigare sulle nuvole. Ieri il sindaco di Sannazzaro, riferendo al telefono di noi, ci chiamò ‘i naviganti’.

Il termine è molto suggestivo. Ci stiamo ormai sentendo naviganti di un viaggio da favola, galleggianti su nuvole. Sarà forse la suggestione, ma ora sindaco, protezione civile ed altri del paese ci invitano a perlustrare il paese che si dischiude a noi attraverso una paratia. Immaginate un teatro, la chiusa, percorsa la quale si apre un proscenio invidiabile: una canale d’acqua abbastanza ‘pacioso’ e sulle due sponde emergere il suggestivo paesino. Il tempo ci assiste e migliora di ora in ora, lasciando finalmente intravedere qualche raggio di sole. 

L’alluvione è qui elemento comune e tutti ricordano tra le più recenti quella temibile del ‘94. Lì , l’abitato di San Zenone andò letteralmente a bagno a causa del cedimento del canale scolmatore. Siamo sull’argine e mi indica che le piene possono anche attestarsi ad un solo metro dal bordo, Per la rottura d’argine del ’94 la gente fu preventivamente sfollata e tutto fu acqua. Qui non puoi ignorare la forza possente del Po che scorre a lato. Se te ne dimentichi, è lui a ricordartelo con un rumore sordo quanto inquietante e sinistro.

Rinforziamo l’idea di una collaborazione in termini canoistici e ciclistici su tutto l’asse del Po navigabile. Sembra che l’idea non dispiaccia loro affatto. Ciao casa galleggiante dove sto scrivendo, ciao rane che hanno gracidato sino a poco fa. Un arrivederci forse a presto, in veste ciclistica.