In cammino verso il mare

Tra i miei buoni propositi per il 2012 c’è innanzitutto quello di camminare tanto, tantissimo. Per questo motivo ho scelto un rito propiziatorio un po’ particolare, partendo da Roma alla mezzanotte del 31 Dicembre, brindando lungo l’Appia Antica, e camminando per tutta la notte verso sud, accompagnato da mia moglie e da un gruppo di amici.
Il buio e il freddo hanno accompagnato la partenza, il caldo e un bel sole accecante ci hanno accolto a Terracina, dove siamo arrivati dopo sette giorni di cammino. Un bel segnale, una metafora tanto scontata quanto piacevole.
Abbiamo percorso uno degli itinerari della Via Francigena del Sud, quello più classico, che da Roma raggiunge i colli Albani, e da qui i Monti Lepini, lungo un tracciato pedemontano che si è rivelato di una bellezza e di un fascino sorprendenti.
Il paesaggio è stato protagonista dal primo all’ultimo giorno, anche grazie al continuo saliscendi tra colli vulcanici e valichi montuosi, e ogni giorno abbiamo toccato borghi in cui la storia si è sedimentata nei secoli. Nemi, Cori, Sermoneta sono state le perle di un viaggio in cui ogni giorno abbiamo scoperto almeno un villaggio nuovo e diverso, e l’Abbazia di Valvisciolo ci ha anticipato la meraviglia che avremmo provato qualche giorno dopo a Fossanova, una meta che da sola sarebbe valsa il viaggio.
Oltre alle attrattive, il percorso in sé si è rivelato molto bello: pur essendo meno rodato rispetto alla Francigena “del nord”, è già oggi gradevolissimo e quasi completamente percorribile in sicurezza. Per questo dobbiamo ringraziare il grande lavoro svolto dal Gruppo dei Dodici di Alberto Alberti e in tempi più recenti dagli Enti locali, che hanno messo a punto un piacevole mix di strade antiche e moderne, raramente trafficate, intervallati da lunghi tratti di sentiero.
Purtroppo la segnaletica è pressoché assente, in direzione sud, e lacunosa in direzione nord, per cui in alcuni passaggi è molto difficile orientarsi senza utilizzare un GPS, anche perché non sono ancora disponibili mappe e guide dettagliate del percorso. Altro punto debole è l’accoglienza: solo Sermoneta è dotata di un ostello adatto ai  pellegrini, in un bellissimo convento sconsacrato, mentre in tutti gli altri posti tappa bisogna appoggiarsi a piccole strutture turistiche, in grado di accogliere solo piccoli gruppi.
Ho rilevato le tracce GPS di tutto il percorso, che spero di pubblicare prossimamente dopo averle “ripulite”. Nel frattempo chi fosse interessato all’itinerario può contattarmi per averle. Se preferite viaggiare in gruppo, accompagnati dagli asinelli, vi consiglio di iscrivervi al viaggio che Raffaele Principi guiderà nel prossimo autunno (www.cammini.eu).

Alberto Conte