La GOAT (Graziella Operativa Alternativa Tattica) è ripartita

Dopo una prima falsa partenza che l'ha portata da Lodi a Pavia e un test contro una zolla di terra in mezzo alla strada ha fatto emergere un possibile problema è rientrata ai box per una modifica strutturale al gancio di traino.

La Goat è costruita per superare anche gli ostacoli più impervi, infatti dopo l'intoppo avvenuto poco prima del Transtitum Padi ha proseguito fino a Pavia lungo tutto il tratto percorribile dell'argine maestro da Corte Sant'Andrea fino a Spessa Po.

Giunto a Pavia la notte è apparso in sogno... no, non è apparso in sogno nessuno... dicevano durante la notte il pilota-progettista-meccancico-ravanatore e collaudatore è stato afflitto dal rimorso...

Una notte insonne a causa dell'energia accumulata durante il giorno per essere partito senza nessun allenamento, una notte insonne preso dal terrore che altri crampi lo avrebbero risvegliato dal sonno più profondo, una notte insonne perché quando un progettista Goat sente che la Goat ha un problema lui non può certo dormire sonni tranquilli ...

E così che elabora, progetta, studia... vede sul soffitto materializzarsi le immagini in 3D, vede il CAD che disegna il gancio e lo snodo, pensa ai giochi di forze, alle leve che entrano in gioco ... immagina le forze di spinta e alla fine quando le prime luci dell'alba cominciano a filtrare dalle persiane la decisione è presa ... si torna a casa, si va nella ferramenta lungo il percorso, si fanno gli ultimi dodici chilometri con una nuova punta da trapano da 16 mm e una sbarra di acciaio da 40 x 40 mm lunga un metro e si ricomincia da capo.

E la Via dei Malaspina? E la Valle Staffora?

Poi ci pensiamo, prima bisogna che la Goat sia pienamente in forma per affrontare le prove più impervie, poi si ripartirà ... domani pomeriggio ...

D'altronde chi se lo poteva immaginare dopo i 700 chilometri dello scorso anno, dopo essere arrivata alla romita di Cesi, la Goat si sarebbe fatta fregare da una zolla in mezzo alla strada che le avrebbe piegato una barra di acciaio da 40 x 5 mm?!?

Era il pezzo più robusto, quello che si pensava di alleggerire perché sembrava sovradimensionato, il resto è dimensionato bene, ruota anteriore con mozzo da 10 mm e 68 raggi, 7 freni che operano in 3 modalità diverse, ruote posteriori rinforzate, blocchi antiretrorotazione delle ruote.
Agilità di manovra paragonabile a quella di un cingolato con la frizione rotta ...

Ora però la Goat è in sesto, ha un gancio di traino che potrebbe trainare una corrazzata, magari andrà un po' ridimensionato ... Ma già si sta pensando
a come renderlo più agile, versatile e modulare.

Dovrà superare la salite, ma quelle sono un problema delle gambe del pilota, dovrà però superare indenne le discese, anche perché quello sarebbe un
problema ancor più grande per il pilota ...
Tramonta l'idea di passare da Pavia, risalire la Valle Staffora e arrivare a Bobbio, si cambia programma, si punta direttamente a Bobbio per poi andare
verso Farini, Coli, Bardi, Borgotaro, ecc ...

"Parti domattina?"
"No, parto stasera". La Goat non può attendere, appena è pronta deve partire, non può stare ancora una notte ferma ai box, deve ripartire.

"A che ora?"
"Alle cinque e mezza". Giusto in tempo per arrivare prima del buio.

"Sta arrivando il temporale ..."

"Speriamo di no ..."

Si riparte, si ripercorre la strada verso il Transitum Padi dopo aver avvisato l'ostello di Orio Litta. Si arriva a Orio ... "Tieni le chiavi, tanto sai già tutto..." "No, l'altra volta l'ostello non c'era ancora ...  passano gli anni ..."

Ottimo ostello, caratteristico, storico ...

Domani argine maestro, ma verso Ovest fino a Piacenza e poi valle del Trebbia. Ecco cos'ho dimenticato! Avrei dovuto passare da San Colombano al
Lambro, visto che Bobbio è terra di San Colombano, ma lo è anche San Colombano al Lambro. Lo avevo pensato inizialmente, poi me ne sono scordato.

(In questi giorni stanno rifacendo l'imbarcadero sul Po a corte Sant'Andrea)

Giancarlo