Io non lascio tracce · Articolo 1
Tra i rifiuti che si incontrano più spesso lungo un sentiero ce n’è uno piccolo, leggero e per questo “facile da far sparire”: fazzolettini, carta igienica, salviette. Proprio perché sembrano poca cosa, vengono lasciati più facilmente. Il problema è che in natura non spariscono affatto come immaginiamo
Non è tutta “carta”: cosa cambia tra carta igienica, fazzolettini e salviette
La carta igienica è pensata per sfaldarsi più facilmente a contatto con l’acqua, ma sul terreno può restare visibile a lungo, soprattutto se rimane in superficie.
I fazzolettini per il naso sono spesso più resistenti: devono reggere l’uso senza rompersi subito. Questa resistenza, nella pratica, li rende anche più lenti a degradarsi rispetto alla carta igienica.
Le salviette umide sono ancora più problematiche: molte non sono fatte di carta, ma contengono fibre sintetiche (o miste) pensate per non disintegrarsi. Per questo possono restare nell’ambiente molto a lungo e, col tempo, sfilacciarsi in frammenti.
Conclusione semplice: anche quando un materiale “sembra biodegradabile”, non è un motivo per lasciarlo a terra. Vale anche per la carta igienica.
L’errore più comune: “lo copro e non si vede”
Coprire con foglie o sassi dà l’impressione di aver risolto. In realtà basta poco perché quel rifiuto torni fuori: una pioggia intensa, una raffica di vento, o il passaggio di animali che frugano nel sottobosco. E quando succede, la carta finisce di nuovo in vista, spesso ancora più sparsa.
La soluzione più facile: un sacchetto dedicato nello zaino
Se vuoi evitare di lasciare tracce, la cosa che funziona davvero è una sola: avere già pronto un modo per riportare via la carta.
Tieni nello zaino un sacchetto piccolo, resistente e richiudibile (va benissimo anche un sacchetto da freezer con zip), da usare solo per questo. È una soluzione banale, ma cambia tutto: non devi inventarti nulla sul momento e non hai “scuse pratiche”.
La regola da ricordare
Quello che usi, lo riporti. Sempre.
Fazzolettini, carta igienica e salviette comprese.
Questo articolo rientra nella campagna di comunicazione legata al progetto “Io non lascio tracce, benessere in movimento lento” , finanziato da Compagnia di San Paolo sul Bando Sportivi Per Natura.


