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La marcia di Jarrow (1936): quando una città senza lavoro andò a piedi fino a Londra

La marcia di Jarrow (1936): quando una città senza lavoro andò a piedi fino a Londra

Nord-est dell’Inghilterra, 1936: Jarrow, cittadina operaia sul fiume Tyne, aveva perso il cantiere navale da cui dipendeva la sua economia.

In ottobre duecento disoccupati raggiunsero Londra a piedi, quasi 470 km, per consegnare al Parlamento una petizione che chiedeva lavoro per la città.

Per quasi un secolo Jarrow era cresciuta attorno a un solo nome. Il cantiere Palmer’s, aperto a metà Ottocento sulle rive del Tyne, costruiva navi e produceva in proprio il ferro e l’acciaio per farle, e buona parte delle famiglie viveva dei suoi salari. Con la crisi degli anni Trenta le commesse si fermarono. Nel 1934 il cantiere passò a una società creata dagli stessi costruttori navali per chiudere gli impianti in eccesso, che lo smantellò e vi proibì la costruzione di navi per quarant’anni. L’anno dopo più di sette lavoratori su dieci erano senza impiego. Da qui partì, nel 1936, la marcia di Jarrow.

By Royal Navy official photographer - This photograph FL 10926 comes from the collections of the Imperial War Museums (collection no. 8308-29), Public Domain

 «Jarrow deve trovare da sé la propria salvezza»

Quell’anno un imprenditore americano propose di costruire un’acciaieria moderna sull’area del vecchio cantiere. Il progetto si arenò per l’opposizione della British Iron and Steel Federation, che riuniva i produttori di acciaio britannici. In estate Walter Runciman, ministro del Commercio nel governo del conservatore Stanley Baldwin, dichiarò che Jarrow doveva trovare da sé la propria salvezza. Per Ellen Wilkinson, deputata laburista eletta in città l’anno prima, quella frase fu «il colmo della crudeltà ufficiale». Il consiglio comunale decise allora di portare la richiesta di lavoro fino al Parlamento, a piedi, con l’appoggio di tutti i partiti locali, conservatori compresi.

Perché la chiamarono crociata

Governo e giornali guardavano con sospetto le marce dei disoccupati verso Londra, organizzate soprattutto dal National Unemployed Workers’ Movement, il movimento dei senza lavoro vicino ai comunisti. Jarrow volle distinguersene fin dal nome, Jarrow Crusade, la crociata di Jarrow. I duecento uomini vennero selezionati con una visita medica tra oltre milleduecento volontari; con loro viaggiava una petizione firmata da più di undicimila persone. La crociata costrinse comunque molti a schierarsi. Alla conferenza laburista un delegato accusò gli organizzatori di mandare in strada uomini affamati e mal vestiti, e il vescovo anglicano di Durham parlò di «pressione rivoluzionaria della folla».

La seconda marcia e la protezione federale

Governo e giornali guardavano con sospetto le marce dei disoccupati verso Londra, organizzate soprattutto dal National Unemployed Workers’ Movement, il movimento dei senza lavoro vicino ai comunisti. Jarrow volle distinguersene fin dal nome, Jarrow Crusade, la crociata di Jarrow. I duecento uomini vennero selezionati con una visita medica tra oltre milleduecento volontari; con loro viaggiava una petizione firmata da più di undicimila persone. La crociata costrinse comunque molti a schierarsi. Alla conferenza laburista un delegato accusò gli organizzatori di mandare in strada uomini affamati e mal vestiti, e il vescovo anglicano di Durham parlò di «pressione rivoluzionaria della folla».

Ventidue tappe fino a Londra

Partirono il 5 ottobre e coprirono quasi 470 km in ventidue tappe, intervallate da alcuni giorni di riposo. Si mettevano in strada alle nove meno un quarto e tenevano un ritmo fisso, cinquanta minuti di marcia e dieci di sosta. Un camion portava la cucina da campo e alcuni studenti di medicina si davano il cambio per l’assistenza sanitaria. L’accoglienza cambiava da una città all’altra. A Harrogate, località termale di tradizione conservatrice, il Rotary offrì i pasti e la riserva dell’esercito un posto per dormire. A Leicester, nelle Midlands, i calzolai della cooperativa lavorarono tutta la notte, senza paga, per riparare gli scarponi. A Market Harborough dormirono sul pavimento di pietra di un edificio ancora in costruzione.

L’arrivo a Londra

Arrivarono a fine ottobre, sotto la pioggia, accompagnati dalla loro banda di armoniche a bocca, e il giorno dopo tennero un comizio a Hyde Park. Il primo ministro Baldwin si rifiutò di incontrarli. Qualche giorno più tardi Ellen Wilkinson consegnò la petizione alla Camera dei Comuni, che la discusse per pochi minuti; Runciman rispose che la situazione di Jarrow era migliorata negli ultimi mesi. I marciatori rientrarono in treno, accolti in città come eroi. A casa trovarono il sussidio di disoccupazione ridotto, perché durante la marcia erano stati considerati non disponibili al lavoro.

Che cosa restò della marcia di Jarrow

Il governo non prese alcun impegno per la città. Il lavoro tornò più tardi, alla fine del decennio, con un cantiere di demolizione navale e un impianto siderurgico, e poi con il riarmo che precedette la guerra. Nella memoria britannica la crociata divenne l’immagine più nota della disoccupazione degli anni Trenta. Nel 1939 Ellen Wilkinson ne raccontò la storia in un libro intitolato The Town That Was Murdered, «la città assassinata».




 

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