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Outdoor e cammini: mappe e guide cartacee sono ancora utili?

Outdoor e cammini: mappe e guide cartacee sono ancora utili?

Come esplorare i territori ai tempi di Google Maps

Arriva l’estate ed è tempo di pianificarsi un viaggio. Come fare? Come orientarsi? Affidarsi a mappe e guide cartacee è ancora la scelta giusta? Oppure meglio confidare sulle numerose app con i percorsi outdoor digitalizzati?

Quali sono gli strumenti più utili per chi vuole mettersi in viaggio in luoghi naturalistici, parchi nazionali, aree interne, o nei piccoli borghi vicino casa? L’amore per la carta stampata è compatibile con un approccio ecologico basato sulla riduzione dei consumi? Come possiamo soddisfare le esigenze dei “boomer” ma anche quelle della “generazione Z”? Con questo articolo cercheremo di dare una risposta che tenga conto del punto di vista dei territori che ospitano e non solo di chi fa turismo attivo.

I veri montanari: gli amanti della disconnessione

Il “modello Dolomiti” ci ha abituato ad avere mappe di qualsiasi tipo, tecniche o semplificate, turistiche ed escursionistiche, gratuite e a pagamento. Sulle Dolomiti la segnaletica e le vie sono ben tenute e portarsi dietro un GPS o un’applicazione outdoor per mobile è una scelta consigliata per non perdersi e favorire il lavoro del Soccorso Alpino e Speleologico. Le montagne più belle del mondo ci hanno abituato a un rapporto “analogico” con la montagna, ad andare per sentieri senza dover utilizzare le tecnologie, permettendoci il lusso di fare una pausa dall’iper connessione che ogni giorno pervade le nostre vite.

La paura di perdersi in natura

In molte altre località nel nostro Bel Paese non si raggiungono facilmente i livelli delle Dolomiti, anzi tutt’altro. Quante volte abbiamo trovato chiuso il centro di informazioni turistiche? O abbiamo trovato la segnaletica in rovina e cartelli sbiaditi? O nessuno ci ha saputo dare indicazioni. Questo è un disagio che molti di noi hanno provato quando proviamo ad andare fuori dalle rotte più gettonate e affollate.

Come ci si informa prima di mettersi in viaggio?

Terre di mezzo editore in Italia, Paese di Cammini”, il dossier con i risultati di un questionario a cui hanno risposto oltre 3.000 persone, ci conferma che, nel 2022, il 36% delle persone che si mettono in cammino per la prima volta ha scelto di comprare una guida cartacea per organizzarsi il viaggio.

Il Touring Club in uno studio sul turismo attivo realizzato nel 2017 ci dice che “Pubblicazioni e guide di settore” sono gli strumenti informativi preferiti dal 65% dei viaggiatori, seguiti dai siti di operatori specializzati nell’outdoor (61%) e da quelli di destinazione (50%). La differenza nella scelta degli strumenti la fa l’età dei turisti: i più giovani come possiamo immaginare prediligono il web, mentre i più maturi scelgono gli “strumenti narrativi”, in particolare pubblicazioni e guide cartacee. 

Il cartaceo in generale favorisce il rapporto umano tra ospite e viaggiatori, stimola dibattiti e relazioni con la comunità locale per aiutare alla scoperta delle bellezze che spesso solo i local conoscono.

Come esplorare un territorio ancora poco conosciuto?

Per molti altri comuni delle aree interne e numerose valli alpine e appenniniche d’Italia, nella promozione dell’outdoor c’è ancora molto lavoro da fare.

L’optimus per i viaggiatori e per i territori sarebbe quello di fornire una varietà di strumenti promozionali, cartacei e digitali, utili a favorire l’aumento dei flussi in aree meno turistiche limitando il fenomeno di over tourism che vivono le principali località montane e costiere. E’ sempre più necessario lavorare sull’integrazione degli strumenti e non sulla loro competizione. Ad esempio le mappe escursionistiche sono realizzate per “tecnici”, per persone che sono state formate a leggerle o avvezze al loro utilizzo; mentre famiglie e persone alle prime armi potrebbero aver bisogno di strumenti più “semplificati” che aiutino a scegliere gli itinerari e a godere della natura in piena sicurezza.

Cartaceo o digitale? Qual è il futuro dell’esplorazione lenta e attiva dei territori?

Il futuro del turismo attivo è quello di differenziare e semplificare l’uso degli strumenti, ma soprattutto è quello di integrare e facilitare la possibilità di usarli entrambi e contemporaneamente, favorendo il passaggio dal cartaceo al digitale mediante QR code, in base ai momenti e alle occasioni.

Immaginiamo mappe multimediali che possano essere usate dalle persone che già sono arrivate in una destinazione per scegliere quale itinerario percorrere, meglio se tematico o ad anello, con informazioni semplificate utili a comprendere intuitivamente lunghezza, durata e difficoltà. Guide cartacee che stimolino, con una semplice scansione da cellulare, a trovare percorsi digitalizzati sul web o sulle principali App per l’outdoor come Outdooractive.

Integrare gli strumenti cartacei e digitali può essere la chiave vincente per favorire la diffusione del turismo attivo, outdoor e sostenibile nei territori ancora poco conosciuti e vicino casa che, da dopo la pandemia, hanno rivisto una maggiore attenzione da parte di un pubblico che ha sempre più voglia di stare in natura e scappare dalle grandi città.

Vuoi promuovere il tuo territorio attraverso lo slow tourism?

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