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Viaggiare con la bici – la via italiana al cicloturismo

Viaggiare con la bici – la via italiana al cicloturismo

Il 5 aprile 2024 durante la Fiera del Cicloturismo di Bologna è stato presentato il 4° Rapporto sul Cicloturismo a cura di ISNART e Legambiente: il dossier offre importanti informazioni per capire meglio l’identità e i desideri dei turisti a due ruote che scelgono l’Italia come destinazione per le proprie vacanze.

La Fiera del Cicloturismo di Bologna si è aperta quest’anno con la presentazione dell’articolato rapporto sullo stato del Cicloturismo redatto da ISNART e Legambiente con il contributo di Bikenomist e di ActiveItaly, rete di imprese che riunisce 35 tour operator specializzati nel turismo attivo. Il rapporto di quest’anno è molto articolato e offre una messe di informazioni davvero notevole, che si possono presentare qui in modo solo molto parziale, ma che invitiamo chi fosse interessato ad approfondire nel dettaglio scaricando il documento completo (link: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Viaggiare-con-la-bici-2024.pdf).

Il cicloturismo è un settore in crescita e sempre più appetibile per i territori

Il rapporto, stilato grazie ai dati statistici rilevati e elaborati dall’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio riporta una stima per il 2023 di poco meno di 57 milioni di presenze cicloturistiche, che costituiscono circa il 6,7% delle presenze complessive registrate, in Italia, per un impatto economico di circa 5,5 miliardi di euro

Questi dati indicano che il settore continua la sua crescita, riprendendo e accentuando le tendenze pre-pandemia, segnando un incremento della spesa del 35% rispetto al 2022 e del 19% rispetto al 2019 (anno record per il turismo italiano).

Un altro fattore particolarmente interessante è la valutazione della spesa media giornaliera dichiarata dai cicloturisti: per il cicloturista italiano ammonta a circa 95 euro, che sale a 104,5 euro per gli stranieri, contro la media di 60 euro dei turisti generici. 

Insomma, i cicloturisti si rivelano un target particolarmente interessante per i territori: si tratta di un pubblico attento alle specificità locali, propenso a spendere i propri soldi non solo in acquisti e servizi direttamente connessi all’attività ciclistica, ma anche in esperienze enogastronomiche e nell’acquisto di prodotti agroalimentari d’eccellenza e attività legate al wellness (accesso a sauna, bagnoturco, massaggi, ecc.). Rispetto al 2019 segna un aumento anche la spesa dedicata alle attività culturali e ricreative. Tutti questi elementi fanno pensare che il cicloturismo sta sempre più cessando di essere un settore dedicato ai turisti sportivi e performanti, per aderire in maniera più marcata all’idea del turismo lento: la bici, secondo gli estensori del rapporto, è il mezzo per accedere alla “via italiana al cicloturismo”, un mezzo per entrare con lentezza in un territorio e goderne a pieno e a 360 gradi.

Un settore giovane e attento all’offerta del territorio

Guardando all’identikit del cicloturista, scopriamo che si tratta in lieve maggioranza di uomini, soprattutto giovani (47% è millennial, l’11,2% è centennial); per lo più si tratta di professionisti con un reddito medio o medio-alto, elemento che lo rende un target economicamente interessante. Tuttavia, il cicloturista è anche un utente esigente, che a fronte di una predisposizione alla spesa più alta rispetto alla media degli altri turisti, cerca anche servizi di alto livello e esperienze uniche.

I cicloturisti tendono a viaggiare in coppia (41%), in famiglia (26,7%) o con amici (17%), mentre il 12,4% sono viaggiatori in solitaria. I cicloturisti, una volta giunti a destinazione, amano anche svolgere escursioni o gite (83%, +23,2 punti percentuali rispetto ai turisti tradizionali), altre attività sportive – fra cui il trekking -, visite ai centri storici (36%) e degustazioni di prodotti tipici (24%).

I cicloturisti tendono anche a fermarsi più a lungo sul territorio rispetto agli altri turisti: il 60% effettua fra i 7 e i 13 pernottamenti, il 15% si ferma per un mese intero, mentre la media si attesta sulle 8,3 notti (contro la media di 7,6 notti dei turisti tradizionali).

Cosa funziona e cosa dovremmo migliorare?

Lo studio di ISNART e Legambiente permette anche di valutare l’apprezzamento dei cicloturisti rispetto all’offerta italiana. Il giudizio medio complessivo dell’esperienza si attesta a 8,1 su 10. Punte di diamante dell’offerta italiana sembrano essere enogastronomia, cortesia e ospitalità, mentre vengono segnalati ampi margini di miglioramento per quanto riguarda l’efficienza dei trasporti locali, l’offerta di intrattenimento e l’organizzazione dei territori.

 

I canali di promozione e comunicazione

Internet gioca un ruolo fondamentale nella scelta della destinazione (il 56,4% per i cicloturisti italiani, 61% per gli stranieri), ma anche il passaparola è una fonte di informazione importante per il 32% dei cicloturisti.

La positività dell’esperienza vissuta è poi un elemento chiave, perché il 25% dei cicloturisti italiani si dichiarano disposti a ripetere il viaggio, a fronte del 22% degli stranieri che sono disposti o sono già tornati più volti in Italia per un’esperienza cicloturistica. Inoltre, 6 cicloturisti su 10 dichiarano di recensire le esperienze vissute sui social network, quindi è da tenere in considerazione che ottenere un alto numero di presenze è solo il primo passo: occorre garantire esperienze soddisfacenti e di alto livello per poter garantire ai territori di consolidare i buoni risultati nel tempo.

I criteri di scelta

Il 33% dichiara di aver scelto la propria destinazione perché si trattava di una ciclovia ben mantenuta e, anche per quanto riguarda i clienti di tour operator specializzati, l’esigenza di alti livelli di sicurezza stradale è in cima alla lista. Tuttavia, anche l’immersione in un contesto ambientale suggestivo e la novità della proposta giocano un ruolo rilevante che premia gli investimenti dei territori che scelgono di dotarsi di nuovi percorsi e infrastrutture dedicate al cicloturismo.

Guardando infine alla tipologia dei mezzi utilizzati, la scelta più comune ricade sulle bici MTB/gravel (49%), mentre il 24% preferisce la bici da strada, il 15,4% le bici da trekking/city bike e il 12% le e-bike.

Infine, l’elenco degli elementi più apprezzati dai cicloturisti è molto importante per orientare le scelte dei territori che vogliono affacciarsi su questo mercato: la presenza di punti di rifornimento per l’acqua, di punti di ristoro e riposo, punti di primo soccorso, di una segnaletica dedicata, di apparati informativi adeguati, nonché di una rete di noleggi bici, luoghi di rimessaggio sicuri e ciclofficine è la cosa che più apprezza questa categoria di clienti.

Conclusioni

Il cicloturismo è un settore in forte espansione e la richiesta di vacanze di questo tipo proviene da un pubblico con una capacità di spesa superiore alla media, attento all’offerta turistica e alla sua qualità, desideroso di vivere un’esperienza di scoperta del territorio che va molto oltre il semplice gesto sportivo, ma guarda al benessere in senso più ampio. Si tratta di un turismo lento di qualità, che valorizza i luoghi e le loro peculiarità ma che richiede anche un’attenzione specifica e dei servizi dedicati, ma gli investimenti effettuati ripagano in termini di risultati e di permanenza sul territorio.

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